
Alla Fiera di Codogno è intervenuto anche il presidente della Provincia di Lodi, Fabrizio Santantonio, che ha richiamato l’attenzione sui grandi temi che oggi attraversano il mondo agricolo: dalla riforma della PAC alla questione dei dazi e del commercio internazionale, fino al crescente impatto delle politiche energetiche sui territori. Secondo Santantonio, il nodo principale riguarda la riduzione delle risorse destinate all’agricoltura e la nuova impostazione del Piano di Sviluppo Rurale.
Accanto a questo scenario, il presidente ha sollevato una domanda chiave: che cosa possono fare le istituzioni locali per mantenere solido e competitivo il settore agricolo? Due, in particolare, le direzioni indicate.
La prima riguarda il lavoro congiunto dei Comuni, impegnati nella revisione dei Piani di Governo del Territorio in coerenza con il Piano Territoriale Provinciale e Regionale. Al centro — ha sottolineato Santantonio — deve esserci la tutela del paesaggio e soprattutto del territorio, “elemento indispensabile senza il quale l’agricoltura non può esistere”.
La seconda direzione guarda invece alle sinergie sovraterritoriali: la Provincia di Lodi sta lavorando insieme a Cremona, Mantova e Brescia a un protocollo con Regione Lombardia per dotare i territori di strumenti di sviluppo, soprattutto per i comparti agro-agricoli e agro-industriali. L’obiettivo è “costruire un’alleanza” capace di mettere in rete competenze scientifiche, tecniche, educative ed economiche per sostenere il settore.
Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato il fotovoltaico, tema particolarmente sensibile nel Lodigiano. “Abbiamo 2 milioni e mezzo di richieste per quanto riguarda gli insediamenti di nuovi impianti fotovoltaici”, ha ricordato. In questo contesto, la nuova normativa nazionale sulle aree idonee sarà decisiva: “Chiediamo che si possano avere veri strumenti di governo, non discrezionali ma coerenti con la tutela del territorio. È giusto puntare sulle rinnovabili, ma altrettanto necessario garantire che i terreni restino disponibili alla produzione agricola”.


































