Dopo le elezioni provinciali, il Movimento Civico AMA IL TUO PAESE interviene con toni critici sul clima politico emerso dopo il voto, puntando il dito contro le dinamiche interne ai partiti e rilanciando il tema della tutela del territorio.
Il riferimento è alle tensioni tra le forze politiche, tra accuse di “franchi tiratori”, malumori e divisioni interne. Per il movimento civico, però, il punto centrale resta un altro: riportare l’attenzione sui problemi concreti del Lodigiano.
A sottolinearlo è il referente Domenico Ossino, che apre con un messaggio istituzionale: auguri di buon lavoro al presidente riconfermato Fabrizio Santantonio e un riconoscimento a Elia Delmiglio per l’impegno dimostrato. Ma subito dopo arriva l’affondo: “Non possiamo tacere sulla solita resa dei conti tra sigle e correnti. Si parla di mal di pancia e antipatie personali, mentre il territorio continua a subire scelte calate dall’alto”.
Nel mirino del movimento finiscono soprattutto alcune delle trasformazioni degli ultimi anni. In primo piano il tema dell’agrifotovoltaico, definito “selvaggio”, con impianti che – secondo i civici – stanno modificando in modo significativo il paesaggio agricolo. “La transizione ecologica non può diventare un assalto ai campi coltivati”, è la posizione espressa.
Altro nodo è quello dei data center, considerati una sfida imminente per il territorio. AMA IL TUO PAESE non si oppone allo sviluppo tecnologico, ma chiede criteri chiari: no al consumo di suolo vergine e sì al recupero delle aree dismesse. Il timore è che il Lodigiano possa trasformarsi in una “sala macchine” a scapito della sua vocazione agricola.
Il quadro politico emerso dal voto, secondo il movimento, evidenzia un centrodestra diviso e un centrosinistra concentrato soprattutto sul risultato numerico. In questo contesto, i civici invitano a riportare la Provincia al suo ruolo concreto.
Tre le priorità indicate: rafforzare la Provincia come “casa dei Comuni”, con particolare attenzione ai piccoli enti; investire in infrastrutture e servizi capaci di generare sviluppo sostenibile; costruire una visione unitaria che superi le divisioni tra centri maggiori e aree rurali.
“Il nostro civismo è pragmatismo – conclude Ossino –. Mentre i partiti misurano la fedeltà interna, noi monitoriamo il territorio per difenderlo. La coerenza si vede nella capacità di mettere il bene comune davanti alle logiche di appartenenza”.
Un intervento che riporta al centro del dibattito temi come ambiente, consumo di suolo e servizi locali, in una fase in cui la politica lodigiana è chiamata a tradurre il risultato elettorale in azioni concrete.



































