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Non è solo un corso per imparare a gestire il proprio cane. È un progetto più ampio, che parla di responsabilità, cura e anche di fragilità umane. A Lodi prende forma una collaborazione sempre più stretta tra Comune e associazione Amici Animali, con un obiettivo chiaro: mettere al centro il benessere animale, ma anche quello delle persone.

Il primo appuntamento concreto è fissato per il 9 maggio, quando nella sala dei Comuni della Provincia si terrà il corso gratuito per il “patentino” dei proprietari di cani. Un percorso formativo pensato per prevenire problemi, migliorare la convivenza e ridurre il rischio di incidenti. Non un obbligo per tutti, ma uno strumento sempre più importante.

“È un percorso ministeriale – hanno spiegato la professoressa Clara Palestini e il presidente dell’Ordine dei veterinari Luigi Galimberti – facoltativo, ma obbligatorio in presenza di ordinanze. Serve a migliorare la convivenza tra uomo e animale e a ridurre possibili criticità”.

Eppure, il cuore del progetto va oltre. Dietro le lezioni e gli incontri emerge una realtà fatta anche di emergenze e mancanze. Nel Lodigiano, ad esempio, non esiste ancora un Cras, un centro di recupero per animali selvatici. Questo significa che ogni intervento diventa una corsa contro il tempo, con animali feriti da trasferire anche a decine di chilometri di distanza.

“Oggi siamo costretti a portarli a Vanzago, a circa 70 chilometri – ha spiegato il presidente dell’associazione Angelo Bocchioli –. In un anno abbiamo effettuato centinaia di interventi, con un solo veterinario disponibile in tutta la provincia. Ogni animale ha diritto alla sua vita”.

Un impegno che oggi ricade in gran parte sui volontari e che apre alla richiesta di un sostegno più strutturato per garantire continuità a un servizio che colma un vuoto sul territorio.

Accanto a questo, c’è anche un’attenzione crescente verso le situazioni più delicate. Tra i progetti in cantiere, infatti, c’è quello dedicato alle donne vittime di violenza accolte nelle case rifugio. Un aspetto spesso invisibile: cosa succede agli animali domestici quando una persona è costretta a lasciare la propria casa?

L’idea è costruire una rete capace di accoglierli temporaneamente, evitando che diventino un ulteriore ostacolo in un momento già difficile. “Sapere che il proprio animale è al sicuro può rappresentare un piccolo punto di luce in una situazione di grande fragilità”, ha spiegato la vicesindaca Laura Tagliaferri.

Anche il supporto alle colonie feline e la prevenzione dell’abbandono restano temi centrali. Troppi animali infatti vengono ancora presi con leggerezza e abbandonati quando diventano un impegno.

In questo contesto, il patentino diventa qualcosa di più di un semplice attestato. È un punto di partenza. Un modo per educare, responsabilizzare e, forse, cambiare prospettiva: non solo avere un animale, ma prendersene davvero cura.

INFO UTILI

Per iscrizioni e informazioni telefonare al numero: 3284796888

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