Doveva essere una partita di calcio giovanile, si è trasformata in pochi istanti in una scena di violenza. È successo sabato durante la sfida del campionato Allievi Under 17 regionali tra Vidardese e Sangiuliano Cvs, quando a pochi minuti dal fischio finale è scoppiata una rissa che ha coinvolto diversi giocatori.
Il bilancio è pesante: sei espulsioni e un ragazzo finito in ospedale con una doppia frattura alla mandibola, tanto da rischiare un intervento chirurgico.
Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe nato da un normale fallo di gioco. Qualche parola di troppo, poi le spinte e la tensione che sale rapidamente. La situazione è degenerata quando, dalla panchina della Vidardese, un giocatore sarebbe entrato in campo colpendo con un violento pugno un avversario.
Da lì, in pochi secondi, il caos. In campo volano urla e spintoni, mentre dagli spalti genitori e spettatori si avvicinano alla recinzione, assistendo a una scena che nulla ha a che fare con lo sport giovanile. Dirigenti e allenatori tentano di riportare la calma e separare i ragazzi, mentre viene richiesto l’intervento dei carabinieri e dei soccorsi.
Il giovane colpito è stato trasportato in ospedale per le cure del caso.
La partita, dopo una lunga interruzione, è ripresa e si è conclusa, ma le conseguenze disciplinari sono appena iniziate. In settimana sono attese decisioni pesanti da parte del giudice sportivo, con squalifiche che si preannunciano lunghe.
Un episodio grave, che riaccende i riflettori sul tema della violenza nei campi giovanili, dove il confine tra agonismo e perdita di controllo, ancora una volta, è stato drammaticamente superato.



































