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Uno spiraglio, piccolo ma concreto, si apre nella vertenza Airpack di Ossago Lodigiano. Durante il tavolo in Regione Lombardia, l’azienda ha infatti ammesso l’esistenza di due possibili acquirenti interessati al sito produttivo. Offerte ancora da formalizzare, ma sufficienti per tenere viva una speranza: quella di salvare lo stabilimento e i posti di lavoro.

L’incontro, concluso intorno all’ora di pranzo, ha visto la partecipazione della direzione aziendale, della Regione e delle organizzazioni sindacali, tra cui Filctem Cgil e Femca Cisl. Un confronto che, almeno inizialmente, non aveva mostrato segnali di apertura: l’azienda è rimasta ferma sulle proprie posizioni, respingendo le richieste di strumenti di tutela come la cassa integrazione e di un allungamento dei tempi.

Solo nel corso della discussione è emerso l’elemento nuovo: due manifestazioni di interesse per l’acquisizione del sito. Una novità che cambia lo scenario e che spinge tutte le parti a guadagnare tempo, nella speranza che le proposte possano trasformarsi in trattative concrete.

Per questo motivo sono già stati fissati due nuovi incontri, il 27 e il 30 aprile, tappe decisive per capire se esistono davvero le condizioni per una cessione e, soprattutto, per evitare il trasferimento della produzione all’estero. In gioco non c’è solo un’azienda, ma un presidio produttivo considerato strategico per il territorio.

La vertenza resta comunque in salita. La crisi si trascina da mesi e ha raggiunto il punto di rottura a febbraio, con l’avvio delle procedure di licenziamento per 41 lavoratori. Da allora, ogni tentativo di mediazione si è scontrato con la chiusura dell’azienda rispetto all’utilizzo di ammortizzatori sociali.

Ora, però, il quadro cambia. Le prossime ore saranno decisive: se le offerte verranno formalizzate, si potrebbe aprire una trattativa vera. In caso contrario, il rischio di chiusura tornerebbe ad essere concreto.

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