Dalla vittoria al Campionato dei Mestieri a una nuova sfida con gli chef stellati. Le allieve del Cfp Fondazione Clerici continuano a farsi strada nel mondo della cucina, portando il Lodigiano sotto i riflettori della scena gastronomica lombarda.
Dopo il successo ottenuto a Lodi nel 2025, tre giovani studentesse hanno colto al volo un’altra occasione importante: partecipare al Premio Aimo e Nadia per i Giovani, organizzato in memoria dei due ristoratori che hanno reso la cucina di territorio un’icona di stile, capace di attrarre turisti e gourmet da tutto il mondo nel cuore di Milano.
Un concorso che non è solo competizione, ma anche formazione, confronto diretto con professionisti e crescita.
“Ci hanno invitato a partecipare a questo premio lo scorso inverno, coinvolgendo in tutto una decina di scuole lombarde – racconta la dirigente del Cfp Fondazione Clerici, Sara Scotti – e le allieve si sono preparate a lungo. Ogni scuola doveva presentare un piatto (che fosse un primo o un secondo) per la sezione cucina, poi un dolce per la sezione pasticceria e un abbinamento di vino e cocktail con i piatti proposti”.
Le allieve si sono misurate con un tema ambizioso: le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, interpretato senza perdere il legame con il territorio. Un filo conduttore caro alla filosofia del ristorante milanese, che da sempre racconta storie attraverso i piatti.
A rappresentare il Lodigiano sono state Ilaria Parisi, Ambra Cavalleri e Vanessa Gashi. Tre percorsi diversi ma un unico obiettivo: dimostrare talento e identità. Ilaria ha portato in gara un primo piatto raffinato, ravioli al pannerone e pere, un equilibrio tra tradizione e creatività. Ambra, nella sezione sala, ha curato gli abbinamenti proponendo uno Spritz e un Lugana bianco. Vanessa, già vincitrice del Campionato dei Mestieri nella sezione cucina, ha scelto di distinguersi in pasticceria con “Lodami”, un dolce ispirato alla tortionata lodigiana, rivisitata in chiave moderna tra mousse di mascarpone e cuore di cacao.
La competizione si è svolta nella suggestiva cornice del Palazzo Lombardia, al Belvedere Berlusconi, al 39° piano, con Milano ai piedi e una giuria d’eccezione. In giuria c’erano Stefania Moroni, Ceo di Aimo e Nadia e figlia dei fondatori, Alessandro Negrini, Chef Patron del ristorante e l’altro responsabile del locale, lo chef Fabio Pisani.
Nessun podio questa volta, ma il risultato va ben oltre una classifica. Per le giovani lodigiane è stata un’esperienza immersiva, fatta di incontri, consigli e visione. Un’occasione per capire da vicino cosa significa davvero cucina d’autore: tecnica, certo, ma soprattutto racconto, identità e territorio.
“Per le allieve, che si erano già messe alla prova con il Campionato dei Mestieri, è stata un’altra esperienza molto formativa – conclude la dirigente Sara Scotti – visto che in fase di preparazione hanno incontrato diverse volte questi chef stellati e ascoltato i loro consigli, soprattutto la loro filosofia di raccontare storie con le loro ricette, mostrando le persone, gli ingredienti e i luoghi da cui prendono vita”.
E il percorso, a giudicare dall’entusiasmo e dalla determinazione, è solo all’inizio.





































