Lodi si prepara a un ritorno. Non un semplice appuntamento culturale, ma un ritorno di segni, visioni, sensibilità: quello di Gabriella Podini, artista lodigiana capace di trasformare il gesto in racconto e la linea in emozione. A quarant’anni dalla sua prematura scomparsa, la città le dedica una grande antologica — “Gabriella Podini. Enigmi. Oltre l’apparenza 1969-1985” — che sarà inaugurata nel 2026 negli spazi di Bipielle Arte.
Il progetto è stato presentato in Sala Granata davanti a un pubblico numeroso e partecipe. Dopo i saluti di Antonio Uggè per il Comune di Lodi e di Daniele Saltarelli per la Provincia, la serata si è trasformata in un vero atto di restituzione: un modo per riportare alla luce un’artista che continua a parlare attraverso le sue opere.
A ripercorrere il senso del progetto è stata Paola Maestroni, dell’associazione Animum Ludendo Coles, che ha annunciato l’apertura della mostra prevista per il 24 gennaio. La curatrice Marina Arensi ha poi illustrato i criteri che hanno guidato la selezione delle opere: il “principio di distinzione”, la ricerca della qualità, la responsabilità culturale verso un’artista che non può più raccontarsi in prima persona.
Accanto alla mostra sono previsti la realizzazione di un catalogo, di un video-documentario e di un archivio digitale, insieme a laboratori esperienziali e attività didattiche rivolti alle scuole e alle università. Il percorso educativo rivolto ai più giovani si ispira alle parole di Bruno Munari: «Se ascolto, dimentico. Se vedo, ricordo. Se faccio, capisco», un metodo che trasforma la scoperta dell’arte in crescita personale, consapevolezza e partecipazione attiva.
A chiudere la presentazione, la lettura intensa di un testo dedicato all’artista da Sabrina Aresu, dell’associazione Di Voce in Voce: un ritratto intimo che ha restituito al pubblico l’essenza di una donna per cui le mani erano volontà, ricerca, libertà.
La mostra rientra nel format UN’ARTISTA, TANTI MONDI, selezionato dal Bando Cultura 2025 della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi e realizzato in collaborazione con il gruppo di partenariato formato da Animum Ludendo Coles e Memosis Soc. Coop. Impresa Sociale, insieme all’Archivio Gabriella Podini.
Con questo progetto, Lodi non celebra soltanto una mostra: ridà voce a un’artista che continua a interrogare, toccare, illuminare. Una voce che torna, e che non smetterà più di parlare.


































