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La Lombardia si scopre ancora fragile sul fronte ambientale. Lo rivela il Rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente, che segnala un aumento dei reati legati al cemento illegale e allo smaltimento abusivo dei rifiuti. Dietro questi numeri si muove una criminalità ambientale sempre più organizzata, capace di infiltrarsi nei progetti edilizi, nella gestione illecita dei rifiuti e nelle aree a minor controllo.

La regione è infatti al primo posto tra quelle del Nord Italia per numero di reati ambientali, con 2.324 episodi denunciati nel 2024, un incremento del 17,7% rispetto all’anno precedente. A livello nazionale la Lombardia si posiziona ottava.

In questo contesto, la provincia di Lodi spicca per un primato positivo: è la più virtuosa in Lombardia, con soli 22 reati ambientali denunciati nel 2024. Nessuna provincia ha fatto meglio. Lo evidenzia l’elaborazione di Legambiente sui dati forniti da forze dell’ordine e Capitanerie di porto.

Nonostante i numeri confortanti per Lodi, il quadro regionale resta allarmante. In particolare, preoccupa l’aumento dei reati legati al ciclo del cemento, cresciuti del +14,6% rispetto all’anno precedente: da 880 a 1.009 episodi. Un fenomeno che si intreccia con l’arrivo dei fondi del PNRR, le grandi opere pubbliche e i lavori in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, che attirano anche interessi illeciti.

Nel suo dossier, Legambiente lancia un messaggio chiaro: servono più controlli, più vigilanza e maggiore coinvolgimento dei cittadini. “La fotografia della Lombardia deve suonare come un campanello d’allarme”, ha dichiarato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Invitiamo tutti a vigilare sul proprio territorio, con senso civico e rispetto per l’ambiente”.

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