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Le guerre, le tensioni internazionali e l’instabilità economica globale non restano confinate lontano dai confini europei: i loro effetti ricadono anche sui territori. È l’allarme lanciato dal Partito Democratico del Lodigiano, che esprime una “forte e crescente preoccupazione” per uno scenario internazionale segnato da repressioni interne, escalation militari e decisioni unilaterali capaci di innescare nuovi conflitti diffusi.

Al centro dell’attenzione c’è innanzitutto l’Iran, dove – sottolinea il PD – è in atto una repressione brutale delle proteste popolari. Le manifestazioni, definite senza precedenti per dimensioni e diffusione, vengono represse con la forza, mentre la popolazione civile è colpita anche da una grave crisi economica. Il Partito Democratico ribadisce una condanna netta del regime iraniano ed esprime solidarietà a chi lotta pacificamente per la libertà e la democrazia, chiedendo nuovamente la liberazione della Premio Nobel Narges Mohammadi.

Accanto all’Iran, il documento richiama il dramma umanitario della popolazione palestinese. Da mesi, evidenzia il PD, centinaia di migliaia di civili vivono in condizioni estreme, senza accesso adeguato a cibo, acqua, cure ed energia, mentre l’ingresso degli aiuti umanitari continua a essere ostacolato. Una situazione che, secondo i dem, interroga la comunità internazionale e chiama in causa direttamente l’Europa e il Governo italiano, affinché il diritto umanitario venga rispettato e la tutela dei civili non sia subordinata a logiche politiche o militari.

Il PD del Lodigiano respinge inoltre l’idea che la risposta a queste crisi possa essere l’intervento armato esterno. “Ogni tentativo di esportare la democrazia con le armi è tragicamente fallito”, afferma Andrea Ferrari, segretario provinciale del partito, richiamando le esperienze di Afghanistan, Iraq, Libia e Siria, che avrebbero prodotto nuova instabilità e sofferenza.

Preoccupazione viene espressa anche per l’intervento militare unilaterale degli Stati Uniti in Venezuela, culminato nella deposizione di Nicolás Maduro. Pur ribadendo di non aver mai sostenuto il regime venezuelano, il PD considera l’azione una grave violazione del diritto internazionale, con il rischio di destabilizzare ulteriormente l’America Latina. Analoga inquietudine riguarda, secondo il documento, altre operazioni militari statunitensi in diversi quadranti del mondo e una visione delle relazioni internazionali fondata sulla “legge del più forte”.

Sul piano europeo, il giudizio è altrettanto critico: l’Unione Europea viene descritta come politicamente debole e frammentata, priva di una reale capacità di azione autonoma sullo scenario geopolitico. Senza una politica estera e di difesa comune, sostiene il PD, l’Europa rischia di restare spettatrice di decisioni prese altrove, esposta e ricattabile.

In questo quadro assume un significato particolarmente allarmante anche la questione della Groenlandia. Le esplicite mire statunitensi su un territorio strategico per risorse naturali, rotte artiche e controllo militare rappresentano, secondo il PD, un precedente grave che mette in discussione i principi di sovranità e cooperazione tra alleati. Un tema che riguarda direttamente l’Europa, soprattutto in uno scenario di possibile indebolimento della NATO e in assenza di una reale capacità autonoma europea.

Viene richiamata anche la recente liberazione di Alberto Trentini, cooperante e costruttore di pace. Le parole di don Luigi Ciotti – “Bentornato figlio di un’Italia che crede nella pace” – sono richiamate come simbolo dell’impegno civile in una fase storica segnata, secondo il PD, dalla prevalenza della forza sul diritto.

Ma l’instabilità globale ha effetti concreti anche sull’economia locale. I dati Istat indicano che nei primi nove mesi del 2025 l’export lodigiano verso gli Stati Uniti è crollato del 25,3%, un dato peggiore rispetto alla media nazionale. A soffrire maggiormente sono settori chiave del territorio: –79% la metallurgia, –34% la farmaceutica, –68% il tessile. Secondo il PD, le politiche protezionistiche, i dazi e le tensioni geopolitiche stanno mettendo a rischio imprese e occupazione.

Di fronte a questo scenario, il partito denuncia l’assenza di strategie adeguate da parte del Governo e della Regione Lombardia. Manca una vera politica industriale e una risposta commerciale coordinata, mentre imprese, lavoratrici e lavoratori vengono lasciati soli ad affrontare una crisi che non hanno causato. In particolare, il PD critica con forza la bocciatura in Consiglio regionale dell’ordine del giorno presentato dalla consigliera regionale PD Roberta Vallacchi, frutto di un confronto con Lodi Export per sostenere micro, piccole e medie imprese.

“Se il diritto internazionale ‘conta fino a un certo punto’, come qualcuno ha affermato, allora siamo disarmati prima ancora sul piano politico che su quello della sicurezza”, conclude Ferrari. “Il Partito Democratico non accetterà che il Lodigiano diventi una zona di sacrificio, schiacciata tra guerre lontane, dazi e inerzia istituzionale”.

Il Partito Democratico del Lodigiano ribadisce così il proprio impegno per la pace, la giustizia internazionale e la difesa delle comunità locali, perché la guerra, anche quando sembra lontana, presenta sempre il conto, e troppo spesso lo fa ai territori più fragili.

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