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Un episodio di violenza ha turbato la serata del 6 settembre alla Festa dell’Unità di Lodi. In pochi minuti, tra musica e balli, una lite è degenerata in una rissa all’interno dell’area del Capanno di via Taramelli. Dopo settimane di indagini, la Digos della Questura di Lodi ha identificato i tre uomini di origine tunisina, ritenuti coinvolti nella rissa: per tutti è scattata la denuncia, mentre uno di loro dovrà rispondere anche di porto ingiustificato di strumenti atti a offendere.

Tutto è cominciato poco dopo le 23.30, quando gli agenti di Polizia in servizio di ordine pubblico sono stati richiamati dalle urla provenienti dalla tensostruttura. All’arrivo delle pattuglie la colluttazione era già cessata, ma nelle vicinanze sono stati individuati due giovani con escoriazioni e ferite compatibili con uno scontro fisico. Si trattava di due tunisini di 23 e 24 anni, uno dei quali privo di permesso di soggiorno.

Nei giorni successivi un video diffuso sui social ha chiarito la gravità dell’accaduto: nelle immagini si vedevano due uomini lanciare bottiglie di vetro contro un terzo, che impugnava una lama di grosse dimensioni, simile a un machete. Le successive verifiche hanno permesso di identificare i due che avevano scagliato gli oggetti come i tunisini fermati la notte della rissa. Cinque volontari presenti alla festa hanno confermato la ricostruzione, in linea con le immagini del filmato.

Proprio da quel filmato sono partite le verifiche della Digos, che – anche sulla base delle informazioni fornite da un connazionale presente alla festa e riconosciuto come uno dei pacieri – è riuscita a risalire all’uomo armato, un barbiere tunisino residente a Piacenza.

Durante una perquisizione eseguita il 26 settembre nella sua abitazione, gli investigatori hanno rinvenuto un coltello di 32 centimetri, compatibile con l’arma ripresa nel video. L’analisi del telefono del sospettato ha poi confermato i sospetti: nelle chat Instagram erano presenti immagini e conversazioni che facevano riferimento diretto alla rissa e all’uso dell’arma.

Grazie al lavoro di ricostruzione degli agenti, la Polizia ha potuto identificare tutti i coinvolti e chiarire la dinamica di un episodio che aveva destato forte allarme tra i partecipanti alla festa.

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