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Ritardi, stazioni poco accessibili, indennizzi difficili da ottenere e un’opera strategica attesa da anni che ancora non vede la luce. Sono le principali criticità emerse dall’incontro promosso dal Partito Democratico provinciale con il Comitato Pendolari del Lodigiano, al quale hanno partecipato la consigliera regionale Roberta Vallacchi e il responsabile provinciale ai Trasporti Stefano De Vecchi.

«I pendolari del Lodigiano non meritano solo solidarietà nei giorni di caos ferroviario, ma risposte strutturali e interventi concreti», spiegano Vallacchi e De Vecchi al termine del confronto con i rappresentanti dei viaggiatori.

Secondo gli esponenti democratici, quanto emerso dall’incontro non fotografa episodi isolati ma evidenzia problemi strutturali che da anni condizionano la vita quotidiana di migliaia di persone che ogni giorno si spostano per lavoro o studio.

Tra le priorità indicate dal Comitato Pendolari c’è il quadruplicamento della tratta ferroviaria Tavazzano-Lodi. Il tratto di circa 8 chilometri tra le due stazioni rappresenta il principale collo di bottiglia dell’intera rete ferroviaria lombarda. Su quei binari convivono i treni suburbani S1 e S12, gli Intercity e i regionali veloci provenienti dalla linea alta velocità, con conflitti di precedenza che si ripercuotono a cascata su tutta la direttrice Milano–Bologna.

«Di quest’opera si parla da oltre dieci anni, ma non si vede ancora l’avvio dei lavori. I pendolari non possono aspettare altri dieci anni», sottolinea Vallacchi.

Non meno preoccupante, secondo il PD, è la situazione delle stazioni ferroviarie del territorio. In diversi scali persistono problemi legati all’accessibilità: ascensori assenti, impianti già realizzati ma ancora in attesa di collaudo, oppure fuori servizio da mesi. A ciò si aggiungono spazi destinati ai viaggiatori che risultano inutilizzabili, come alcune sale d’attesa rimaste chiuse per più stagioni invernali.

«Coinvolgeremo i circoli del Partito Democratico e i rappresentanti dei comitati pendolari locali per verificare direttamente le criticità presenti nelle stazioni del Lodigiano e raccogliere segnalazioni puntuali», annuncia la consigliera regionale.

Nel mirino del PD finisce anche il rapporto tra Regione Lombardia e i pendolari. «Quello che ci ha colpito maggiormente è la rassegnazione di molti utenti, che hanno smesso di segnalare i disservizi o di chiedere rimborsi perché non si sentono ascoltati. La Regione non ascolta i comitati pendolari e questo rappresenta un problema politico prima ancora che di servizio», affermano Vallacchi e De Vecchi.

A rendere ancora più pesante il quadro sono i dati relativi ai disservizi ferroviari. Secondo l’elaborazione del gruppo regionale del Partito Democratico, tra gennaio 2025 e febbraio 2026 sono state 113 le linee Trenord che hanno maturato il diritto all’indennizzo per gli abbonati, sei delle quali interessano direttamente il Lodigiano.

Critiche anche alla scelta della Regione di abolire il bonus pendolari all’inizio del 2024, sostituendolo con un sistema di indennizzo giudicato troppo complesso.

«Il bonus rappresentava un riconoscimento concreto dei disagi subiti dai viaggiatori. Oggi molti rinunciano persino a presentare domanda perché il meccanismo è diventato eccessivamente macchinoso», sostiene Vallacchi.

Per il Partito Democratico il Lodigiano, attraversato da una delle principali direttrici ferroviarie del Paese, merita maggiore attenzione e investimenti adeguati. «Non è accettabile che chi vive e lavora su questo territorio continui a pagare il prezzo di decenni di mancati interventi infrastrutturali. Continueremo a portare le istanze dei pendolari nelle sedi istituzionali affinché possano finalmente ottenere risposte concrete», concludono Vallacchi e De Vecchi.

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