
A bordo vasca si parla, si ride, ci si incoraggia. Poi arriva il momento di entrare in acqua e ognuno si concentra su quello che deve fare, con caparbietà e impegno.
Gli atleti del movimento Special Olympics vivono così il nuoto: allenamenti, fatica, ma anche un gruppo che nel tempo diventa un punto di riferimento. C’è chi ha iniziato da piccolo, chi è arrivato dopo, chi all’inizio non era sicuro e poi ha trovato il suo spazio.
“Il nuoto è uno sport completo, ma anche impegnativo. Serve concentrazione, disciplina, continuità. È faticoso, ci vuole testa”, raccontano. Ed è proprio per questo che ogni risultato, anche il più piccolo, ha un peso diverso: perché arriva dopo il lavoro, dopo i tentativi, dopo la costanza.
Prima di una gara si pensa a respirare, a partire, ad arrivare fino in fondo. “Respirare e andare avanti” è il consiglio che si danno tra loro. Semplice, ma concreto.
E quando escono dall’acqua, la parola che torna più spesso è una: felicità.
Non solo per il risultato, ma per tutto quello che c’è intorno: le amicizie, il gruppo, il ritrovarsi ogni settimana. “Incontriamo tanti amici”, dicono. Ed è anche questo che rende tutto più naturale, più leggero, più loro.
Special Olympics è la più grande organizzazione sportiva al mondo per persone con disabilità intellettiva, riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale e dal CONI, lavora proprio su questo: creare contesti in cui lo sport diventa occasione reale di partecipazione, inclusione e crescita, senza etichette.
Nel Lodigiano questo lavoro passa anche dall’associazione sportiva No Limits, attiva dal 2002, che opera sul territorio con l’obiettivo di offrire a tutti la possibilità di praticare sport in un ambiente strutturato e accessibile. Bambini, ragazzi e adulti trovano qui uno spazio dove allenarsi, stare in gruppo e mettersi alla prova.
La presidente Alessandra Sanna spiega che l’obiettivo di No Limits è usare lo sport per costruire autonomia nella vita quotidiana. Non qualcosa di teorico, ma concreto, che si vede nel tempo.
Ogni passo conta. Anche quelli più piccoli: entrare in acqua e sentirsi più sicuri, restare fino alla fine. “Quando un ragazzo ti sorride attaccato al bordo – racconta – capisci che è successo qualcosa di importante”.
Un impegno che si è concretizzato anche negli eventi: sabato 28 e domenica 29 marzo la Piscina Faustina ha ospitato i Giochi regionali di nuoto Special Olympics, organizzati proprio da No Limits. Due giornate di gare, ma anche di incontro e condivisione, in cui ogni atleta ha portato in acqua il proprio percorso.
Nel Lodigiano gli atleti coinvolti sono circa 210, ma il numero potrebbe essere molto più alto. “L’obiettivo è arrivare a più famiglie possibile – spiega la presidente – e dire semplicemente: provate. Fate fare sport ai vostri figli, perché è lì che si scoprono davvero tante cose”.
Perché a volte basta entrare in acqua una volta per capire che è il posto giusto.
































