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Continua a far discutere a Lodi il progetto legato al sottopasso della Bassiana. Mentre l’amministrazione valuta possibili sviluppi, sul territorio prende sempre più forma un movimento civico contrario all’apertura al traffico veicolare, che punta su monitoraggi, raccolte firme e sensibilizzazione.

Tra le voci più attive c’è quella di Nico Brunati, che insieme ad altri cittadini sta portando avanti un lavoro costante di osservazione dell’area: “Stiamo andando avanti a oltranza, non solo con la raccolta firme ma anche con un monitoraggio continuo del sottopasso. I dati che stiamo raccogliendo evidenziano un utilizzo crescente da parte di pedoni e ciclisti, soprattutto con l’arrivo della primavera e l’aumento della mobilità dolce”.

Secondo il gruppo, aprire il sottopasso alle auto rischierebbe di essere una scelta poco efficace: “Non agevolerebbe davvero il traffico, ma lo sposterebbe soltanto, mettendo in difficoltà chi oggi utilizza quel passaggio in sicurezza. Parliamo anche di tanti ragazzi che si muovono verso via Giovanni XXIII e di un punto di snodo importante per chi arriva da San Martino in bicicletta o con mezzi elettrici”.

Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sul PUMS, il Piano urbano della mobilità sostenibile: “È fondamentale che venga approvato — aggiunge Brunati — ma non deve essere vincolato per forza all’apertura del sottopasso, soprattutto in assenza di dati certi da parte del Comune”.

Intanto la mobilitazione cresce anche nei numeri: quasi mille firme raccolte sul territorio e oltre mille online. Un segnale, secondo i promotori, di un interesse sempre più diffuso tra i cittadini, anche tra chi arriva in città da fuori e utilizza percorsi alternativi, lasciando l’auto in zone come la Faustina per raggiungere il centro.

Sulla stessa linea anche Bruno Peduzzi, che mette l’accento sulle possibili conseguenze: “Qui passa già tantissima gente ogni giorno. Aprire il sottopasso non risolverà il problema del traffico, anzi rischia di peggiorarlo. In futuro, con i collegamenti dalla tangenziale, potrebbe diventare un punto di ulteriore congestione”.

Le preoccupazioni riguardano anche sicurezza e ambiente: “Aumenterebbero smog e rischio di incidenti, soprattutto per pedoni e ciclisti. Dobbiamo pensare prima di tutto alla salute”.

Tra le proposte alternative, i cittadini avanzano l’ipotesi di nuove infrastrutture: “Una soluzione potrebbe essere la realizzazione di un terzo ponte, che aiuterebbe davvero a snellire il traffico senza compromettere gli equilibri attuali”.

Il confronto resta aperto, tra esigenze di mobilità e tutela degli spazi urbani. Ma una cosa è certa: sul sottopasso della Bassiana il dibattito è tutt’altro che chiuso.

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