Mentre il crollo della passerella di Maccastorna approda in Parlamento con un’interrogazione dell’On. Fabio Raimondo (FdI) volta a fare chiarezza sulle responsabilità di AIPO, il referente del Movimento Civico “Ama il Tuo Paese”, Domenico Ossino, solleva un interrogativo di fondo: perché sul cantiere del Ponte di Lodi permane un silenzio così trasversale?
“È singolare vedere come i partiti di governo chiedano rigore e trasparenza a Roma per i fatti della Bassa, ma restino inermi di fronte all’imminente apertura di un cantiere altrettanto rischioso nel cuore di Lodi” – dichiara Ossino. Secondo il referente civico, il motivo potrebbe risiedere nel fatto che il progetto di allungamento del ponte, approvato nel 2021, è stato condiviso dagli stessi schieramenti oggi presenti sia nelle maggioranze che nelle opposizioni locali e nazionali.
Il Movimento evidenzia un paradosso: se per Maccastorna l’On. Raimondo chiede al Ministro delle Infrastrutture di verificare iter e responsabilità dei soggetti coinvolti, per il Ponte di Lodi – dove AIPO intende procedere con un innesto di 8 metri su una struttura storica – non è stata avviata alcuna iniziativa parlamentare.
“Il silenzio è assordante – sottolinea Ossino – Se a Maccastorna sono falliti i protocolli di vigilanza, non possiamo accettare che a Lodi si proceda senza una revisione completa dei protocolli di sicurezza e una perizia indipendente. La politica ha il dovere di interrogarsi prima che i cantieri aprano, non dopo che le opere crollano”.
Ossino conclude chiedendo che la medesima attenzione riservata al caso di Maccastorna venga applicata subito anche al Ponte di Lodi: “I cittadini non votano per i progetti del 2021, votano per la loro sicurezza oggi. Chiediamo che anche il caso Lodi arrivi sui tavoli ministeriali prima del 2 marzo”.



































