C’è un soprannome che attraversa la storia dello sport italiano come una scia sulla neve: Rosso Volante. È così che Gianni Brera battezzò Eugenio Monti, e da quel nome prende titolo il nuovo romanzo di Stefano Rotta, in uscita il 16 gennaio per Solferino, a ridosso delle Olimpiadi di Milano-Cortina.
Rotta, scrittore lodigiano, torna a raccontare Monti dopo Rosso Ghiaccio, pubblicato nel 2010. Il nuovo libro non è però una semplice riproposizione: è un testo rielaborato, più vicino alla sensibilità del presente, che rilegge la parabola del campione olimpico del bob con maggiore attenzione ai dettagli e alle relazioni che hanno segnato la sua vita.
Dentro Rosso Volante c’è il campione, due volte oro olimpico a Grenoble 1968 e protagonista di una carriera culminata con sei medaglie olimpiche. Ma c’è soprattutto l’uomo. Accanto a Monti emergono le persone che ne hanno condiviso il cammino, come Mirta, compagna di vita negli anni più difficili, segnati dalla malattia e conclusi tragicamente nel 2003. Una presenza fondamentale, capace di restituire profondità e fragilità.
Il romanzo è anche il racconto di uno sport che appartiene a un’altra epoca. Un mondo fatto di rispetto reciproco, di rapporti diretti, di gesti che valgono più di una vittoria. Come l’episodio di fair play passato alla storia ai Giochi di Innsbruck 1964, quando Monti prestò un bullone agli avversari. O come le cene dopo le gare, le confidenze scambiate con i giornalisti, le osterie che diventano luoghi di incontro e di svolta.
Ed è proprio in un’osteria che Monti scopre il bob, dopo che una promettente carriera nello sci alpino viene interrotta da gravi infortuni. Da quella svolta nasce una nuova strada, percorsa con ostinazione e lavoro, capace di trasformare una battuta d’arresto in un destino sportivo straordinario.
Il legame di Rotta con questa storia affonda anche nelle radici familiari. Il nonno Amilcare, bobbista e poi presidente della federazione internazionale per vent’anni, rappresenta un filo invisibile che attraversa il racconto. Un’eredità mai del tutto spiegata, ma profondamente sentita, che si intreccia con la sensibilità dell’autore.
Non è un caso che il viaggio di Rosso Volante inizi simbolicamente dall’acqua. La prima presentazione è in programma il 18 gennaio alla Canottieri Adda, omaggio a Romano Bonagura, altro nome simbolo dello sport lodigiano. Da lì partirà un tour che toccherà tutta Italia, privilegiando le piccole librerie, quelle di montagna e quelle indipendenti.
Un racconto che non alza la voce, ma resta. Rosso Volante non è solo la storia di un campione, ma il racconto di un’idea di sport fatta di rispetto, fatica e relazioni. Un’idea che continua a correre, anche oggi.
La presentazione:




































