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Il Partito Democratico lodigiano invita cittadine e cittadini a partecipare al referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo, sottolineando l’importanza di una scelta che – secondo il partito – riguarda direttamente l’equilibrio tra i poteri dello Stato e la qualità della democrazia nel Paese.

A intervenire sul tema è innanzitutto il deputato PD Lorenzo Guerini, presidente del Copasir, che critica il percorso con cui la riforma è arrivata al voto:
«C’è innanzitutto una questione di metodo: è inaccettabile una riforma della Costituzione da cui il Parlamento, non solo l’opposizione, è stato completamente esautorato dal governo che ha blindato il testo senza alcun cambiamento nel dibattito parlamentare. È prima di tutto una questione democratica, su un tema così rilevante come l’autonomia della magistratura che la riforma mette sostanzialmente in discussione».

Sulla portata politica della riforma interviene anche la consigliera regionale del PD Roberta Vallacchi, che parla di una stagione politica segnata da cambiamenti che rischiano di incidere sugli equilibri istituzionali:
«Oggi assistiamo a una stagione politica in cui la destra al governo sembra voler svuotare dall’interno la nostra democrazia, riducendo diritti, indebolendo il principio di uguaglianza e proponendo modifiche che rischiano di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. In questo contesto si inserisce la riforma della giustizia sottoposta a voto referendario».

Secondo Vallacchi, la giustizia italiana avrebbe bisogno soprattutto di risorse e personale: «La giustizia ha bisogno di risorse economiche, di personale e tempi rapidi, non di riforme ideologiche che riguardano essenzialmente la struttura del Csm, spezzettandolo in tre parti e sottoponendolo al meccanismo del sorteggio. Così si indebolisce l’autonomia della magistratura rispetto al potere esecutivo, con un danno per tutti i cittadini».

Anche il segretario provinciale del PD lodigiano Andrea Ferrari richiama all’importanza della partecipazione al voto:
«Il 22 e 23 marzo siamo chiamati a una scelta che riguarda l’equilibrio democratico del nostro Paese: per questo invitiamo a votare NO al referendum sulla giustizia. Non siamo di fronte a uno scontro tra schieramenti, ma a una riforma che interviene su sette articoli della Costituzione senza affrontare i veri problemi del sistema giudiziario».

Ferrari evidenzia inoltre come la proposta introduca due Consigli Superiori della Magistratura separati e il sorteggio di parte dei componenti, con il rischio – secondo il PD – di indebolire autorevolezza e competenza dell’organo di autogoverno dei magistrati. «Nel frattempo restano irrisolte questioni urgenti come la lentezza dei processi, la carenza di organico nei tribunali e il sovraffollamento carcerario».

Per il PD lodigiano, la priorità resta quindi rafforzare il funzionamento della giustizia attraverso investimenti, personale e riforme capaci di migliorare tempi e qualità dei processi, senza mettere in discussione i principi di autonomia e indipendenza della magistratura garantiti dalla Costituzione.

Nel fine settimana il partito ha inoltre aderito all’iniziativa nazionale lanciata dalla segretaria Elly Schlein, che chiuderà la campagna referendaria venerdì a Milano, incontrando cittadini e cittadine nelle piazze per spiegare le ragioni del NO.

I banchetti informativi nel Lodigiano

Nel weekend il Partito Democratico sarà presente con banchetti informativi sul territorio per distribuire materiale e confrontarsi con i cittadini.

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