
A quattro giorni dalla chiusura del Ponte Napoleone Bonaparte, nel quartiere Oltreadda si iniziano già a vedere gli effetti. Il passaggio di persone si è drasticamente ridotto e i commercianti parlano di un calo immediato delle vendite.
Il ponte storico è stato chiuso per consentire i lavori di realizzazione della nuova campata sulla sponda sinistra idraulica, intervento previsto per mettere in sicurezza e migliorare la struttura. Ma mentre il cantiere è appena partito, nel quartiere vicino al ponte la situazione economica appare già critica.
“Il passaggio è azzerato, viviamo solo con il quartiere”
Tra i negozianti la preoccupazione è palpabile. Molti raccontano di un calo delle vendite già nei primi giorni di chiusura.
«C’è stato un calo delle vendite, drastico. Il passaggio è praticamente azzerato – racconta un commerciante – viviamo solo grazie ai clienti del quartiere e abbiamo perso una buona fetta di mercato».
In passato molti clienti si fermavano di passaggio, magari per una colazione prima del lavoro o per un acquisto veloce. «Adesso non c’è nessuno. Le spese però restano e vanno pagate, anche se non lavori».
Secondo alcuni esercenti la situazione rischia di diventare insostenibile nel lungo periodo. «In questi quattro giorni abbiamo già visto cosa significa: il pomeriggio non c’è in giro nessuno. Quattro operai non bastano per mandare avanti un’attività».
La speranza è negli aiuti annunciati dal Comune, ma tra i commercianti prevale l’incertezza. «Si parla di aiuti, ma non sono sufficienti a tenere in piedi un negozio. Se la situazione resta così, a lungo andare rischiamo di chiudere tutti».
C’è anche chi critica la gestione dell’intervento: «Secondo me non è stata una cosa calcolata bene, c’era tempo per trovare altre soluzioni. Adesso è una situazione difficile da riparare».
I numeri, almeno per ora, destano forte preoccupazione: «Siamo scesi sotto il 50% rispetto ai tempi normali – racconta un altro commerciante – è una situazione davvero molto difficile».
Tra i cittadini opinioni divise
Se per le attività economiche la chiusura del ponte rappresenta un problema, tra i cittadini i pareri sono più articolati.
C’è chi ammette i disagi legati agli spostamenti ma vede anche un lato positivo: «Dal punto di vista lavorativo crea difficoltà perché le macchine non passano più, ma a livello personale è bellissimo: non c’è più traffico, sembra di essere in un’altra città».
Altri sottolineano come, almeno per ora, la viabilità alternativa stia funzionando: «Spesso vado in centro in macchina e trovo la tangenziale abbastanza libera. Per ora non ho avuto grandi problemi».
Chi si muove a piedi o in bicicletta racconta invece di non aver percepito particolari disagi. «Io vado sempre in bici, quindi non ho sentito grandi difficoltà».
Il dibattito sul terzo ponte
La chiusura del ponte ha riacceso anche una discussione più ampia sulla mobilità cittadina. Alcuni cittadini ritengono che l’investimento avrebbe dovuto essere indirizzato altrove.
«Piuttosto che spendere i soldi per questa nuova campata – commenta un residente – li avrei utilizzati per realizzare un terzo ponte, che sarebbe utile per smaltire il traffico e alleggerire il ponte Bonaparte».
Secondo questa proposta, il collegamento potrebbe partire dalla zona di via Piave, attraversare l’ansa dell’Adda e arrivare verso via dei Pescatori e via Milano, creando una nuova alternativa per il traffico proveniente dal Cremasco e dalla zona di Spino d’Adda.
Per ora, però, i lavori sul ponte sono solo all’inizio e la città osserva con attenzione l’evolversi della situazione.
Tra speranze, critiche e timori, la priorità per molti resta una sola: che il cantiere proceda senza intoppi e che il quartiere non paghi troppo a lungo il prezzo della chiusura.































