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Continua il dibattito sui lavori previsti al Ponte Napoleonico. A intervenire è Stefano Rotta, tra i promotori del movimento Angeli Lodigiani, che in un video diffuso sui social esprime forti perplessità sull’intervento in programma, chiedendo maggiore trasparenza e un confronto pubblico sulle decisioni che riguardano il ponte e l’area fluviale.

Rotta critica in particolare l’impatto delle opere previste, ritenute inutili e potenzialmente dannose sotto il profilo economico e turistico. Secondo la sua posizione, il ponte e il tratto di fiume interessato avrebbero potuto rappresentare una risorsa per la città, mentre i lavori rischierebbero di compromettere ogni prospettiva di valorizzazione.

Nel suo intervento, Rotta richiama anche le visioni espresse in passato sugli stessi luoghi. Ricorda come, intorno al 2010, AIPO avesse indicato quell’area come idonea a progetti di fruizione e sviluppo turistico legati al fiume, tra cui l’ipotesi di “Lodi Beach”, presentata all’epoca come opportunità di attrazione e rilancio. Una prospettiva che, secondo Rotta, era stata sostenuta anche da amministratori e documentata da comunicazioni ufficiali pubblicate sul sito del Comune.

A distanza di oltre dieci anni, Rotta osserva però un cambio radicale di impostazione. La stessa area viene oggi descritta come critica dal punto di vista idraulico, con il richiamo a scenari di piena e a un intervento da circa 4 milioni di euro che, sulla base delle relazioni tecniche, produrrebbe una riduzione del livello dell’acqua stimata in pochi centimetri. Un’impostazione che Rotta e altri cittadini legati al fiume dichiarano di non condividere.

La critica, spiega, è rivolta al metodo e alle scelte politiche. “È la politica che decide se un’opera è necessaria, ed è la politica che deve consultare e comunicare”, afferma, lamentando l’assenza di un confronto pubblico adeguato.

Secondo Rotta, un intervento di questa portata, destinato a incidere sulla viabilità, sull’economia locale e sull’identità della città, avrebbe dovuto essere discusso apertamente in Consiglio Comunale di Lodi, prima di avviare cantieri e chiusure. Da qui la richiesta di riaprire il dialogo e di spiegare in modo chiaro le ragioni delle scelte compiute.

“Non chiediamo di ignorare la sicurezza – è il senso del messaggio – ma di capire se l’opera sia davvero necessaria e proporzionata rispetto ai benefici annunciati”. Un appello che punta a rimettere al centro il confronto tra istituzioni, tecnici e cittadini sul futuro del ponte e del fiume Adda.

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