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Il futuro della chirurgia è arrivato anche a Lodi. All’Ospedale Maggiore di Lodi è stato posizionato il robot chirurgico da Vinci Xi, una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili per la chirurgia mini invasiva robot-assistita. Il primo intervento è previsto nella seconda metà di febbraio, al termine del percorso di formazione che coinvolge medici e infermieri destinati a operare con il nuovo sistema.

La piattaforma sarà utilizzata in diversi ambiti specialistici: chirurgia generale, urologia e ginecologia, permettendo interventi complessi su stomaco, intestino, prostata, rene, vescica e apparato ginecologico. Un ampliamento significativo dell’offerta chirurgica dell’ospedale, che punta a standard tecnologici di livello nazionale e internazionale.

“Per l’ASST l’investimento rappresenta un ulteriore e corposo tassello nell’ambito dell’innovazione e dell’adeguamento tecnologico del nostro Ospedale”, spiega Guido Grignaffini, direttore generale dell’ASST di Lodi. “L’introduzione della piattaforma robotica consolida e potenzia la qualità delle prestazioni chirurgiche, rafforzando l’offerta sanitaria per il territorio lodigiano e aumentando l’attrattività dell’ospedale per pazienti e professionisti”.

Il da Vinci Xi è un sistema di quarta generazione che consente al chirurgo di operare seduto a una console, guidando a distanza quattro bracci robotici dotati di strumenti intercambiabili e di una telecamera ad alta definizione. Il campo operatorio viene visualizzato in 3D e i movimenti delle mani vengono tradotti in gesti estremamente precisi, fluidi e stabili, con una libertà di rotazione superiore a quella umana.

“Rispetto alla chirurgia tradizionale e laparoscopica, la chirurgia robotica offre numerosi vantaggi”, sottolinea Pietro Bisagni, direttore del Dipartimento chirurgico e primario di Chirurgia generale. Tra questi, “una maggiore precisione, un migliore accesso ad anatomie complesse, un’ottima visualizzazione dei reperti anatomici e una maggiore efficacia sia nella fase demolitiva sia in quella ricostruttiva”.

I benefici ricadono direttamente sui pazienti: minore dolore post-operatorio, ridotta necessità di trasfusioni, risultati estetici migliori, degenze più brevi e recuperi più rapidi. “Oggi l’approccio mini invasivo rappresenta un gold standard in chirurgia”, evidenzia Bisagni. “La chirurgia robotica è la sua evoluzione più recente e consente al nostro Dipartimento di operare secondo i più moderni standard”.

L’investimento, sostenuto da Regione Lombardia, ammonta a circa 700mila euro l’anno per il noleggio del robot e dei dispositivi collegati. In Lombardia sono attualmente una quarantina le piattaforme analoghe installate, in gran parte in strutture private: Lodi rientra tra le poche realtà pubbliche ad averne una. L’obiettivo fissato è ambizioso: “Puntiamo a circa 250 interventi l’anno”.

Un traguardo che segna un salto di qualità per l’ospedale e per l’intero territorio lodigiano, proiettando la sanità pubblica locale in una dimensione sempre più tecnologica, avanzata e attrattiva.

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