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Il glaucoma viene chiamato “il ladro silenzioso della vista”. Una patologia visiva silente, di cui spesso non ci si accorge finché il danno non è già avanzato. Proprio per questo la prevenzione diventa l’arma più importante.

Il tema è stato al centro della conferenza organizzata a Lodi dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in occasione della Settimana mondiale del glaucoma, promossa dalla IAPB Italia. Un momento di informazione e sensibilizzazione su una patologia che nel territorio lodigiano riguarda migliaia di persone, anche se molti non sanno ancora di esserne affetti.

Il glaucoma nel Lodigiano: numeri e diagnosi difficili

A spiegare la malattia è stato il dottor Paolo Amato, medico del reparto di Oculistica dell’ospedale di Lodi, che ha ricordato come il glaucoma rappresenti la seconda causa di cecità e ipovisione nel mondo.

Nel centro dedicato dell’ASST di Lodi sono circa 600 i pazienti seguiti, ma la platea reale potrebbe essere molto più ampia. Secondo le stime illustrate durante l’incontro, infatti, l’incidenza della malattia è circa dell’1% della popolazione, un dato che nel territorio lodigiano potrebbe significare tra 2.500 e 5.000 persone potenzialmente colpite.

Il problema principale è che molti non lo sanno.

«Il glaucoma viene definito il ladro silenzioso della vista perché tende a non dare sintomi nelle fasi iniziali – ha spiegato Amato –. Quando il paziente si accorge che qualcosa non va spesso la malattia è già in uno stadio avanzato».

Quando la vista si restringe “come dal buco della serratura”

La patologia colpisce progressivamente il campo visivo, cioè la porzione di spazio che l’occhio riesce a percepire. All’inizio il danno interessa la parte periferica della visione e per questo può passare inosservato.

Con il tempo, però, la percezione visiva si restringe sempre di più.

«Il paziente – ha spiegato lo specialista – finisce per vedere come se guardasse attraverso il buco di una serratura».

È proprio questa immagine che compare anche nella locandina della campagna di prevenzione: una colonna osservata attraverso un piccolo spiraglio, simbolo di una vista che lentamente si restringe.

La prevenzione dopo i 40 anni

Il messaggio lanciato durante la conferenza è chiaro: la diagnosi precoce può fare la differenza.

Il glaucoma è infatti raro sotto i 40 anni, ma dopo questa età il rischio aumenta. Per questo gli specialisti consigliano visite oculistiche periodiche, con controlli della pressione oculare e del campo visivo.

Tra gli esami fondamentali c’è proprio quello del campo visivo, illustrato durante l’incontro dall’ortottista Anna Narratone: un test nel quale il paziente deve individuare piccoli stimoli luminosi che compaiono nella periferia dello schermo. Da queste risposte si costruisce una mappa della visione che permette ai medici di individuare eventuali danni.

All’ospedale di Lodi circa mille prestazioni di questo tipo vengono effettuate ogni anno. Inoltre la patologia risulta più diffusa tra le persone di origine africana o caraibica e tra chi ha casi di glaucoma in famiglia, come genitori o fratelli.

Terapie e chirurgia: la malattia non si guarisce, ma si può fermare

Il glaucoma non può essere guarito definitivamente, ma può essere controllato e rallentato.

Le terapie iniziano solitamente con colliri che riducono la pressione dell’occhio, mentre nei casi più complessi si può ricorrere alla chirurgia. L’ospedale di Lodi rappresenta uno dei centri italiani dove vengono effettuati interventi ad alta complessità con tecniche mininvasive di ultima generazione.

Ogni anno vengono eseguiti circa cento interventi chirurgici per glaucoma, mentre molti altri pazienti vengono seguiti con terapie farmacologiche e controlli periodici.

Informazione in piazza

Proprio per sensibilizzare i cittadini sulla malattia e sull’importanza dei controlli, la sezione lodigiana dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sarà presente giovedì 12 marzo dalle 9 alle 13 in piazza Broletto, con uno stand informativo dedicato alla prevenzione del glaucoma.

Un’occasione per parlare di salute visiva e ricordare un messaggio semplice ma fondamentale: la vista si difende prima di perderla.

Perché contro il “ladro silenzioso” l’unica vera arma resta la prevenzione.

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