Un’aula magna gremita di studenti e autorità per riflettere su una delle pagine più complesse del Novecento italiano. In occasione del “Giorno del Ricordo”, al Liceo Gandini di Lodi si è svolta una cerimonia dedicata alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata del secondo dopoguerra.
La ricorrenza, istituita con la legge 92 del 30 marzo 2004, nasce con l’obiettivo di diffondere – soprattutto tra le giovani generazioni – la conoscenza della vicenda del confine orientale e di preservarne la memoria storica.
L’iniziativa, promossa dalla Prefettura in collaborazione con il Comune di Lodi e l’Ufficio scolastico territoriale, ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose e di numerosi studenti degli istituti superiori cittadini: il Liceo Gandini, l’ITET Bassi, l’ISS Volta e l’IPSCT Einaudi.
Tra memoria, arte e responsabilità collettiva
Ad aprire la mattinata è stata la coreografia Il volto dei bambini, proposta dalle ballerine della Scuola d’Arte e Spettacolo “Il Ramo” di Lodi: un’intensa interpretazione sui temi della separazione e della perdita.
Dopo l’Inno nazionale, si sono susseguiti i saluti istituzionali. Il sindaco Andrea Furegato ha richiamato il lungo e complesso percorso storico che ha portato all’istituzione della Giornata del Ricordo, sottolineando la necessità di mantenere viva la consapevolezza storica. La vicepresidente della Provincia Luciana Tonarelli ha parlato di responsabilità collettiva e dialogo tra culture, mentre il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Marco Fassino ha richiamato il discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica nel 2023, evidenziando l’importanza di contrapporre ai nazionalismi esasperati i valori della convivenza, del diritto internazionale e della democrazia.
Monsignor Bassiano Uggè, vicario generale della Diocesi di Lodi, ha portato il saluto del Vescovo, ricordando quanto sia necessario rievocare anche le pagine più dolorose della storia per costruire un futuro fondato sulla pace.
L’approfondimento storico
Momento centrale dell’incontro è stato il dialogo tra il giornalista e scrittore Dario Fertilio e lo storico lodigiano Ferruccio Pallavera. In una conversazione serrata, ricca di riferimenti storici e riflessioni, sono stati ricostruiti il contesto e le dinamiche che portarono alla tragedia delle foibe e all’esodo di quasi trecentomila italiani dalle terre dell’Istria e della Dalmazia.
È stato ricordato anche il lungo periodo di oblio che ha avvolto queste vicende e le difficoltà nel riconoscerne la reale portata, tra responsabilità incrociate, contrapposti nazionalismi e profonde lacerazioni culturali e sociali.
Il teatro per raccontare l’esodo
A chiudere la giornata, la rappresentazione teatrale proposta dagli attori della Scuola “Il Ramo”: un immaginario scambio epistolare tra un uomo jugoslavo e una donna italiana, separati da bambini dall’esodo che nei primi mesi del 1947 costrinse oltre diecimila persone a lasciare Pola.
Nel suo intervento conclusivo, il prefetto Davide Garra – autore del testo teatrale – ha definito il Giorno del Ricordo “un atto di giustizia e un’occasione fondamentale di riflessione”. Riportare alla luce questa memoria, ha sottolineato, non significa cercare colpe, ma costruire un terreno comune in cui la dignità umana venga prima di ogni confine.
Una mattinata intensa, che ha messo al centro soprattutto gli studenti: perché la memoria, per restare viva, ha bisogno di essere condivisa e compresa.




































