Una piccola pietra, incastonata nel selciato di piazza Castello, davanti alla Questura di Lodi, per fermare lo sguardo e il passo. È stata posata questa mattina la pietra d’inciampo dedicata all’internato militare Egidio Capra, nel giorno in cui si celebra la Giornata della Memoria.
Un gesto semplice, ma carico di significato, che si inserisce in un percorso di riflessione più ampio. La posa della pietra ha infatti fatto seguito alla mattinata di approfondimento su Shoah, leggi razziali e persecuzione degli ebrei, svoltasi all’auditorium Zalli con il coinvolgimento delle scuole e delle autorità del territorio. Proprio studenti e docenti, insieme ai rappresentanti istituzionali, hanno poi raggiunto piazza Castello per prendere parte alla cerimonia.
Presenti in piazza anche il sindaco Andrea Furegato, il prefetto Davide Garra e il vescovo di Lodi Maurizio Malvestiti, a testimonianza di un momento condiviso tra istituzioni civili e religiose.
La cerimonia è stata condotta dal giornalista e storico Ferruccio Pallavera, che ha accompagnato i presenti nel significato storico e civile delle pietre d’inciampo, richiamando la vicenda degli internati militari italiani. A chiudere l’incontro è stato l’intervento di ANei Lodi, con il presidente Luca Santi.
La pietra dedicata a Egidio Capra diventa così parte del tessuto urbano e della memoria collettiva della città: un segno discreto ma permanente, che invita a ricordare una storia tragica del Novecento. Un punto fermo, nel quotidiano, perché la memoria non resti confinata alle celebrazioni, ma continui a interrogare il presente.



































