Un territorio senza un centro dedicato al soccorso degli animali selvatici e una gestione delle emergenze che grava quasi interamente su volontari. È la situazione denunciata dal Movimento civico “Ama il Tuo Paese”, che torna a sollecitare le istituzioni locali affinché venga realizzato un CRAS (Centro recupero animali selvatici) nel Lodigiano.
A intervenire è Domenico Ossino, dando seguito alla denuncia dell’Associazione Amici Animali, che evidenzia numeri significativi: tra luglio 2024 e luglio 2025 sono state circa 600 le richieste di intervento da parte dei cittadini per animali feriti o in difficoltà.
Una situazione che, in assenza di una struttura locale, comporta inevitabili disagi. Gli animali devono essere trasferiti anche a oltre 50 chilometri di distanza, verso il Milanese, oppure si rende necessario l’intervento della Polizia Provinciale per lunghe ore, sottraendo risorse ad altri servizi.
Da qui l’appello alle istituzioni. Alla Provincia di Lodi Ossino chiede di assumere un ruolo guida per superare l’impasse sulla scelta della sede, nodo che finora ha bloccato la realizzazione del progetto nonostante la disponibilità tecnica di diversi soggetti, tra cui università, Ordine dei veterinari e Croce Rossa.
Al Prefettura di Lodi viene invece chiesto di farsi promotrice di un tavolo di coordinamento, sottolineando come la gestione della fauna selvatica non sia solo una questione ambientale, ma riguardi anche sicurezza stradale, sanità pubblica e decoro del territorio.
Infine, l’invito è rivolto ai sindaci del Lodigiano: verificare la presenza di spazi o strutture idonee a ospitare il centro, contribuendo così a colmare una carenza che oggi si traduce in un servizio insufficiente per i cittadini.
Come modello di riferimento viene indicato il Piacenza Wildlife Rescue Center, considerato un esempio virtuoso di organizzazione ed efficienza, capace di coniugare attività di soccorso, riabilitazione e ricerca.
Il progetto lodigiano, sottolinea il Movimento, ha già basi concrete: sono disponibili fondi, tra cui quelli della Fondazione Banca Popolare di Lodi, oltre alla disponibilità di competenze professionali per la gestione sanitaria.
“Le risorse e le competenze ci sono già – evidenzia Ossino – manca solo una decisione sulla sede. Senza questo passaggio, continueremo a lasciare cittadini e volontari soli ad affrontare le emergenze”.
L’obiettivo è quello di costruire una rete efficiente e stabile sul territorio, capace di garantire interventi tempestivi e adeguati, evitando spostamenti lunghi e migliorando la gestione complessiva della fauna selvatica nel Lodigiano.



































