Si è chiusa senza accordo la fase sindacale della vertenza Airpack, con la scadenza dei 45 giorni previsti dalla procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 40 lavoratori. Il confronto si sposta ora sul tavolo della Regione Lombardia, chiamata a svolgere un ruolo decisivo nella ricerca di una soluzione che possa salvaguardare occupazione e continuità produttiva.
A seguire da vicino la vicenda è la Filctem CGIL di Lodi, con la segretaria generale Morwenna Di Benedetto che sottolinea come l’azienda si sia dimostrata per tutta la durata del confronto estremamente statica e poco disponibile ad accogliere le proposte sindacali, rimanendo focalizzata unicamente sulla chiusura dello stabilimento.
Uno spiraglio, tuttavia, resta aperto: sarebbe infatti emersa una manifestazione di interesse da parte di un imprenditore per rilevare l’attività produttiva. Una possibilità che il sindacato auspica possa essere sostenuta e favorita dalla Regione, con l’obiettivo di mantenere attivo il sito di Ossago Lodigiano e garantire il posto di lavoro ai dipendenti, molti dei quali con un’anzianità aziendale di 20 o 30 anni.
Nel frattempo non si ferma la mobilitazione. Da tre giorni i lavoratori hanno avviato un presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento, organizzato con tende e gazebo, e destinato a proseguire anche durante le festività pasquali. Un segnale forte di determinazione e unità, sostenuto costantemente dalle organizzazioni sindacali.
Alla vertenza si aggiunge anche la solidarietà di altri lavoratori del territorio. La RSU Olon di Mulazzano ha infatti espresso vicinanza ai dipendenti Airpack, sottolineando il sostegno “a tutti i lavoratori che in questo momento difficile stanno lottando per la salvaguardia del proprio posto di lavoro” e garantendo la presenza al presidio nei prossimi giorni per supportare la mobilitazione.
Nella serata di ieri, in occasione del Venerdì Santo, il presidio ha ricevuto anche una significativa testimonianza di vicinanza da parte del vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti. Dopo la celebrazione in cattedrale, il vescovo ha raggiunto i lavoratori.
Circondato da famiglie, lavoratori e cittadini, il vescovo ha condiviso un momento di preghiera e riflessione, offrendo parole di conforto e incoraggiamento. Un gesto che ha rafforzato il senso di comunità attorno a una vertenza che non riguarda solo i dipendenti coinvolti, ma l’intero territorio.
“La lotta non finisce qui” ribadiscono i lavoratori, determinati a difendere il proprio futuro. Ora l’attenzione è tutta rivolta alla Regione Lombardia, nella speranza che il prossimo confronto possa aprire una strada concreta per evitare i licenziamenti e rilanciare l’attività produttiva.





































