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C’è chi osserva il fiume dalla riva e chi decide di entrarci dentro. Ieri mattina Stefano Rotta, fondatore degli Angeli Lodigiani, ha raggiunto in barca i piloni del ponte sul fiume Adda e si è messo al lavoro per rimuovere tronchi e rami presenti nell’alveo, sotto le arcate. Un intervento che, come spiegato dallo stesso Rotta, aveva l’obiettivo di liberare il corridoio del fiume dalla vegetazione depositata dalle correnti e migliorare così il deflusso delle acque.

Un’operazione diretta e ben visibile, svolta nel cuore del fiume. Con una motosega, Rotta ha tagliato il legname incastrato tra i massi, caricandolo poi sulla sua imbarcazione per trasportarlo a riva. L’iniziativa non è passata inosservata: diversi cittadini si sono fermati, incuriositi, seguendo le operazioni e chiedendo cosa stesse accadendo sotto il ponte.

L’azione arriva in un momento in cui il tema del ponte e dei lavori previsti lungo l’Adda è al centro dell’attenzione pubblica. Nei giorni scorsi il gruppo aveva già fatto parlare di sé con altre iniziative; questa volta, però, la scena si è spostata direttamente sul fiume, tra acqua, piloni e legname accumulato.

Durante l’intervento, Rotta ha spiegato che l’azione nasce dall’idea di prendersi cura del fiume anche attraverso gesti concreti. In questa direzione, ha aggiunto, è in fase di avvio anche una nuova associazione, I Guardiani del fiume, pensata per coinvolgere cittadini e volontari in attività di attenzione e cura lungo l’Adda.

Un’iniziativa svolta alla luce del giorno e sotto gli occhi della città, che riporta il fiume al centro del dibattito tra territorio, cittadini e scelte che lo riguardano.

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