L’introduzione di dazi Usa del 30% sui prodotti europei potrebbe avere un impatto devastante sull’agroalimentare lombardo, con perdite stimate superiori a 350 milioni di euro. L’allarme arriva da Coldiretti Lombardia, che, in seguito all’annuncio del presidente Donald Trump, sottolinea come gli Stati Uniti siano il primo partner commerciale extra-Ue per l’agroalimentare lombardo.
Secondo Coldiretti, l’aumento dei dazi comporterebbe un incremento dei prezzi per i consumatori americani, con conseguente calo delle vendite e difficoltà per le aziende italiane a vendere i propri prodotti. Le imprese lombarde potrebbero essere costrette a cercare nuovi mercati per compensare la perdita di clienti negli Stati Uniti. A complicare ulteriormente la situazione si aggiunge il rischio di falsificazioni, con gli Stati Uniti che rappresentano il primo produttore mondiale di cibi contraffatti “Made in Italy”.
L’’agroalimentare lombardo, lo scorso anno, ha registrato un valore di export verso gli Usa di circa 1,2 miliardi di euro, con un incremento del 18% rispetto all’anno precedente, secondo i dati Istat. Coldiretti precisa che le nuove tariffe aggiuntive si sommeranno a quelle già esistenti, penalizzando particolarmente alcune filiere fondamentali, a partire da quelle già soggette a dazio.
A livello nazionale, i dazi potrebbero costare oltre 2,3 miliardi di euro all’agroalimentare italiano, penalizzando prodotti simbolo del “Made in Italy” come formaggi, vini e pasta. Per alcuni prodotti, le tariffe potrebbero arrivare fino al 45% per i formaggi, al 35% per i vini e al 42% per il pomodoro trasformato.
“Imporre dazi al 30% sui prodotti agroalimentari italiani ed europei – afferma Gianfranco Comincioli, presidente di Coldiretti Lombardia – sarebbe un colpo durissimo per le nostre imprese agricole, che ogni giorno lavorano per garantire produzioni di qualità e distintività, e per i consumatori americani. Occorre trovare un accordo per porre fine all’incertezza. Non si può chiedere all’Europa maggiore responsabilità strategica e poi penalizzarla economicamente sul commercio. La presidente Ursula Von Der Leyen deve impegnarsi per una soluzione concreta. Ci auguriamo che la discussione torni sul terreno del buon senso e dell’equilibrio tra alleati”

































