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A quasi un mese dal primo crollo della ciclovia VenTo nel tratto del ponte tra Maccastorna e Crotta d’Adda, arriva il piano per rimuovere le parti della struttura finite nel fiume. L’Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po) ha infatti predisposto un intervento urgente per liberare l’Adda dalle campate crollate durante i lavori di realizzazione della passerella pensile.

Il primo cedimento risale al 13 febbraio, ma nei giorni successivi si sono verificati altri tre crolli, con diversi elementi della ciclovia precipitati nel fiume. La presenza dei detriti nel letto dell’Adda rappresenta un possibile rischio idraulico, perché potrebbe ostacolare il regolare deflusso delle acque. Una situazione che preoccupa soprattutto con l’arrivo della stagione delle piene primaverili e del disgelo.

Per questo Aipo ha inviato alle Procure della Repubblica di Lodi e Cremona una richiesta urgente di autorizzazione per poter accedere alle aree attualmente sotto sequestro e procedere alla rimozione dei materiali. La comunicazione è stata trasmessa anche alle Province di Lodi e Cremona, informate sull’intervento.

Il piano operativo è stato elaborato dall’impresa Appalti e Servizi Srl e ha già ottenuto il parere favorevole della direzione lavori. L’intervento prevede l’utilizzo di un’autogru, che verrà posizionata in golena per recuperare le parti della struttura crollate nel fiume.

Le operazioni inizieranno dalla sponda sinistra dell’Adda, nel territorio della provincia di Cremona, per poi proseguire sulla sponda destra, nel territorio lodigiano. Secondo le previsioni, i lavori dovrebbero concludersi nell’arco di tre giorni e non sarà necessario interrompere il traffico sul ponte né sulla strada provinciale 196.

I materiali recuperati verranno temporaneamente stoccati in apposite aree sulle due sponde del fiume, che saranno anch’esse poste sotto sequestro per consentire gli accertamenti tecnici nell’ambito dell’indagine aperta per chiarire le cause dei crolli.

Parallelamente proseguono infatti le verifiche. La Procura infatti avrebbe nominato due consulenti tecnici incaricati di analizzare la struttura e ricostruire cosa abbia provocato il cedimento della ciclovia.

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