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Codogno riscopre uno dei suoi figli più illustri: Giorgio Belloni, pittore di rilievo nazionale e internazionale, autore di una produzione che spazia dal paesaggio al ritratto, dalla natura morta ai dipinti di situazione. La sua figura torna oggi al centro dell’attenzione grazie a un ampio progetto di ricerca e valorizzazione promosso dal Comune insieme al Castello Errante ODV, che ha coinvolto cittadini, scuole, istituzioni e fondazioni artistiche e culturali.

Dalla ricerca alla monografia

“Ricostruire la storia di un pittore – spiega la curatrice della raccolta d’Arte Lamberti, Elena Lissoni – richiede un metodo scientifico e rigoroso. Bisogna andare alle fonti, rileggere le cronache d’epoca, consultare archivi pubblici e privati. Solo così è stato possibile ridare voce non solo all’artista, ma anche all’uomo”.
Tutto il materiale è stato verificato, raccolto e messo a sistema, e a breve ne nascerà la prima monografia dedicata a Giorgio Belloni, che sarà presentata a novembre.

Un lavoro lungo e corale, nato grazie al contributo della comunità: cittadini che hanno segnalato opere, documenti e fotografie; studenti del liceo Novello che hanno portato “il Belloni” tra le vie del paese con performance dedicate; iniziative diffuse che hanno reso accessibile a tutti un patrimonio culturale altrimenti nascosto.

Il ruolo della Fondazione Lamberti

Determinante la collaborazione con la Fondazione d’Arte Lamberti, che conserva una ventina di opere di Belloni. “Siamo felici di sostenere questo progetto – sottolinea il presidente Mons. Iginio Passerini – perché rende giustizia a un artista presente non solo nelle collezioni private del territorio, ma anche in musei di tutto il mondo”.

L’impegno del Comune e dei partner

L’assessore alla Cultura, Silvia Salamina, evidenzia l’impegno dell’amministrazione: “Da due anni il Comune lavora a questo percorso di riscoperta, che ha coinvolto scuole, cittadini, partner istituzionali e associazioni. Grazie al sostegno di Regione Lombardia, Fondazione Comunitaria della provincia di Lodi e alle associazioni di categoria abbiamo realizzato laboratori didattici, attività inclusive e mostre diffuse”.

“È un progetto condiviso con tutta la comunità – conclude l’assessore – che ha già dato frutti preziosi e che continuerà a crescere, restituendo a Codogno un patrimonio che appartiene a tutti”.

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