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Un momento di confronto per spiegare alla città il funzionamento della futura Casa di comunità di Lodi e il nuovo modello di assistenza sanitaria territoriale. È questo l’obiettivo del convegno in programma sabato 14 marzo, dalle 9.15 alle 13, nella Sala dei Comuni della Provincia di Lodi, in via Fanfulla 14.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Lodi, dall’ASST di Lodi e dall’organismo di partecipazione attiva “Promozione e tutela della salute” e vuole rappresentare un’occasione di informazione e confronto tra istituzioni, operatori sanitari, associazioni e cittadini sul ruolo che avrà la nuova struttura sanitaria.

La Casa di comunità, che sarà ospitata negli spazi dell’ex Maternità accanto all’ospedale Maggiore, rappresenta uno degli strumenti previsti dal decreto ministeriale 77 del 2022, pensato per rafforzare la sanità territoriale e creare servizi di prossimità capaci di alleggerire il carico sugli ospedali.

«La Casa di comunità è un’occasione importante per rispondere ai bisogni di salute del territorio – ha spiegato Silvana Cesani, consigliera comunale con delega alla salute –. Il modello punta a passare da un sistema sanitario centrato sulla malattia a uno più vicino alle persone e alla comunità».

Il progetto nasce anche da un percorso di lavoro avviato negli ultimi mesi che ha coinvolto cittadini, associazioni, sindacati e realtà del sociale per individuare i principali bisogni sanitari del territorio.

«Uno degli aspetti centrali sarà l’integrazione tra area sociale e socio-sanitaria – ha sottolineato Guido Grignaffini, direttore generale dell’ASST Lodi –. La Casa di comunità dovrà diventare un punto unico di riferimento dove il cittadino può trovare risposte ai diversi bisogni, evitando di dover rivolgersi a più sportelli».

La struttura ospiterà diversi servizi territoriali, tra cui il punto unico di accesso, ambulatori specialistici, infermieri di famiglia e comunità e servizi amministrativi, con un’attenzione particolare alla presa in carico dei pazienti cronici e delle situazioni di fragilità.

Il progetto rappresenta uno dei passaggi più importanti del piano della salute della città e punta a rafforzare l’integrazione tra sanità e servizi sociali per dare risposte più efficaci ai bisogni dei cittadini.

«La direzione dei servizi sociali parteciperà infatti ai confronti e al lavoro comune, in linea con gli indirizzi di mandato dell’amministrazione» ha concluso Andrea Furegato, sindaco di Lodi.

Il convegno sarà articolato in diversi momenti di approfondimento. Dopo l’introduzione istituzionale, seguiranno gli spazi dedicati al “Pensiero e proposte dell’organismo di Partecipazione. Tutela della Salute” e all’“Integrazione tra il sociale e il sanitario, con il contributo di assistenti sociali e infermieri di famiglia e comunità.

Un ulteriore momento di approfondimento sarà dedicato a “La casa della comunità di Lodi: la porta tra sociale e sanitario, nuovi spazi e servizi per i cittadini”, con gli interventi di Guido Grignaffini, direttore generale dell’ASST Lodi, Silvana Cirincione, direttore socio sanitario ASST Lodi, Silvana Tosi, dirigente del dipartimento aziendale delle professioni sanitarie e sociosanitarie del polo territoriale, e Valeria Guazzoni, responsabile della struttura semplice dipartimentale di Diabetologia.

Il convegno proseguirà con la riflessione sulla “Casa della comunità diffusa: una risorsa di prossimità territoriale”, con l’intervento di Gino Mazzoli, esperto di welfare, e del sindaco di Corte Palasio, Maria Luisa Pulito.

Seguiranno dibattito e conclusioni affidate ad Antonio Nava, ex dirigente del Servizio sanitario nazionale.

La nuova Casa di comunità di Lodi dovrebbe entrare in funzione progressivamente a partire dal mese di aprile, con l’attivazione graduale dei servizi legata alle procedure di accreditamento. L’obiettivo è creare un punto di riferimento per la sanità territoriale, capace di integrare assistenza sanitaria, servizi sociali e partecipazione della comunità.

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