
Non è solo la violenza dell’assalto esplosivo a scuotere Casalpusterlengo. A lasciare il segno, più ancora del boato che ha squarciato il silenzio del centro, è ciò che è accaduto subito dopo: una parte della folla che osserva, riprende, e in alcuni casi applaude.
È su questo cortocircuito – tra criminalità e reazione sociale – che si concentra l’intervento del sindaco Elia Delmiglio, all’indomani del colpo ai danni dello sportello UniCredit. Parole dure, che vanno oltre la condanna dell’episodio in sé e puntano il dito contro un clima che il primo cittadino definisce “inquietante”.
Nel mirino ci sono soprattutto i video circolati nelle ultime ore. Immagini che raccontano non solo l’azione dei malviventi, ma anche la presenza di decine di persone, molti giovanissimi, radunate a pochi metri dalla scena. Non solo spettatori: in alcuni casi si sentono urla, incitamenti, persino applausi. Come se l’assalto fosse uno spettacolo, un evento da condividere sui social più che un reato da cui prendere le distanze.
Resta ora il lavoro degli inquirenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’assalto e identificare i responsabili. Ma accanto all’indagine giudiziaria, si apre un’altra questione, meno immediata ma forse più profonda: quella educativa e culturale.
Perché il problema, oggi, non è soltanto chi fa esplodere uno sportello bancomat. Ma anche chi, davanti a quella scena, sceglie di applaudire.

































