[the_ad_group id="17629"]

Nel Lodigiano si alza la soglia di attenzione contro le infiltrazioni mafiose. Il prefetto Enrico Roccatagliata ha firmato un Protocollo Antimafia insieme ai sindaci del territorio, alla Camera di Commercio, a Confcommercio e a Confartigianato. L’obiettivo è chiaro: rafforzare i controlli nel settore della ristorazione, degli alberghi e delle attività turistiche, spesso nel mirino di chi cerca di riciclare denaro sporco o infiltrarsi con prestiti, minacce o estorsioni.

Il cuore del patto sta nel rafforzamento dei controlli amministrativi. I Comuni si impegnano a richiedere la certificazione antimafia anche per alcune attività che aprono tramite una semplice segnalazione (la SCIA), e che finora spesso sfuggivano a verifiche approfondite. Ogni nuova apertura o subentro sarà oggetto di controlli più stringenti.

Il sistema si basa sull’analisi di indicatori di rischio, sugli esiti di precedenti indagini e sulle autocertificazioni obbligatorie previste dal Codice Antimafia. Il protocollo prevede inoltre la nascita di una Cabina di regia e di un Osservatorio, con il compito di monitorare il territorio e coordinare iniziative di sensibilizzazione e formazione rivolte ad amministratori e attività economiche.

Il Protocollo segue una linea già tracciata negli ultimi mesi: a ottobre 2024 era stato firmato un accordo tra Tribunale e Procura di Lodi, poi ampliato con la Direzione Distrettuale Antimafia. Ora si fa un passo in più, con uno strumento concreto che parte dal territorio e punta a prevenire, prima ancora di dover intervenire.

[the_ad_group id="17623"]