Il Partito Democratico della Provincia di Lodi chiede a Unilever di revocare la procedura di mobilità annunciata per il sito di Casalpusterlengo, che potrebbe coinvolgere 49 lavoratori, quasi la metà degli occupati della divisione Holdings.
In una nota diffusa oggi, il PD lodigiano esprime solidarietà e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori dello stabilimento, sottolineando la preoccupazione per una decisione definita «un fulmine a ciel sereno».
Secondo i dem, infatti, solo pochi mesi fa l’azienda aveva indicato lo stabilimento di Casalpusterlengo come polo strategico, parlando di stabilità e prospettive di sviluppo. Ora invece la procedura di mobilità viene motivata con processi di riorganizzazione e digitalizzazione, senza però – evidenziano – fornire garanzie concrete sul futuro del centro di ricerca e sviluppo.
«Sostituire lavoratrici e lavoratori con processi automatizzati non può diventare la scorciatoia per ridurre i costi scaricando il prezzo sulle persone e su un territorio che da anni contribuisce alla crescita di questo stabilimento», si legge nella nota.
Il PD ha inoltre espresso sostegno alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori che hanno proclamato lo stato di agitazione e lo sciopero dell’intero sito, che coinvolge anche le realtà collegate come Serioplast e Innocenti Depositi.
La richiesta avanzata è quella di revocare gli esuberi e fare chiarezza sul futuro del polo di ricerca di Casalpusterlengo, aprendo un confronto con azienda e istituzioni.
Alla mobilitazione di oggi erano presenti anche alcuni rappresentanti del Partito Democratico: Luciana Tonarelli, vicepresidente della Provincia di Lodi, Roberto Ferrari, consigliere comunale di Casalpusterlengo, e Luisangela Salamina, referente per il lavoro della segreteria provinciale del partito.
Il PD lodigiano annuncia inoltre l’intenzione di portare la questione anche ai livelli istituzionali superiori, coinvolgendo la consigliera regionale Roberta Vallacchi e il parlamentare Lorenzo Guerini, affinché la vicenda venga seguita con attenzione anche in Regione Lombardia e in Parlamento.
«Difendere questi posti di lavoro – conclude il partito – significa difendere il futuro industriale e sociale del Lodigiano».





































