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Aggressioni verbali, minacce, episodi fisici e danneggiamenti alle strutture. La violenza contro il personale sanitario continua a crescere anche nel Lodigiano. Per affrontare il fenomeno e rafforzare le strategie di prevenzione, l’ASST di Lodi ha organizzato un convegno dedicato al tema, in programma il 12 marzo alle 14.30 nella Sala conferenze della Fondazione Santa Chiara, in via Gorini.

L’iniziativa, promossa in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, vedrà la partecipazione di oltre cento operatori sanitari e sarà dedicata alla condivisione di strumenti e percorsi per gestire e prevenire le aggressioni.

«L’evento vuole condividere e valorizzare le strategie e i percorsi che l’ASST ha sviluppato per la prevenzione delle aggressioni e per il supporto agli operatori coinvolti», spiega Ivana Cacciatori, direttrice della struttura dipartimentale di Psicologia clinica e responsabile scientifica del convegno.

Il fenomeno, infatti, è in aumento. Nel 2025 sono state registrate 46 segnalazioni di violenza ai danni degli operatori dell’ASST di Lodi, contro le 26 del 2024 e le 21 dell’anno precedente.
Nel dettaglio, lo scorso anno si sono contate 23 aggressioni verbali, 17 fisiche e 6 episodi di danneggiamento ai beni dell’azienda sanitaria.

«Per metà si tratta di aggressioni verbali, con minacce e insulti – spiega Andrea Carlo Lonati, direttore della struttura Qualità e Risk Management – mentre l’altra metà riguarda episodi fisici o danneggiamenti alle strutture e alle tecnologie sanitarie».

Gli episodi si verificano soprattutto nei contesti più delicati del sistema sanitario, come emergenza-urgenza, salute mentale e servizi per le dipendenze, dove il rapporto con l’utenza può diventare più complesso. Proprio per questo durante il convegno verranno presentate tecniche di gestione del conflitto e strategie di de-escalation per prevenire situazioni di tensione.

All’interno dell’ASST il fenomeno è monitorato da una task force che coinvolge il servizio Qualità e Risk Management e il Servizio prevenzione e protezione diretto da Vittorio Beccarini, con il supporto dell’ufficio legale e della psicologia clinica per la tutela degli operatori coinvolti.

Le conseguenze della violenza, spiegano gli esperti, non sono solo fisiche. «L’evento traumatico coinvolge certamente chi lo subisce in prima persona – osserva Cacciatori – ma anche il gruppo dei colleghi che assiste alla scena».

Per affrontare il problema in modo strutturato l’ASST di Lodi ha inoltre predisposto il piano triennale “Previos”, che raccoglie linee guida e interventi per prevenire le aggressioni e migliorare la gestione degli episodi di violenza nei contesti sanitari.

«Sta crescendo la consapevolezza tra gli operatori – conclude Lonati – sulla necessità di non minimizzare episodi che pesano su di loro e sull’organizzazione del lavoro».

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