Dieci giorni di chiusura per un esercizio pubblico di somministrazione di cibi e bevande a Tavazzano con Villavesco. Il provvedimento è stato disposto dal Questore della Provincia di Lodi, Pio Russo, che ha sospeso la licenza alla titolare del locale ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
La decisione arriva al termine di una serie di controlli effettuati dai carabinieri della Stazione di Tavazzano con Villavesco, che hanno segnalato come l’attività fosse diventata nel tempo luogo di episodi ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, oltre che punto di ritrovo per persone con precedenti penali e di polizia.
Diversi gli interventi delle forze dell’ordine registrati negli ultimi mesi. Il 10 gennaio all’interno del locale è scoppiata una rissa tra più persone, che il personale addetto alla sicurezza non è riuscito a sedare. All’arrivo dei carabinieri è stato inoltre trovato all’esterno il lunotto di un’auto distrutto.
Un altro episodio risale al 7 febbraio, quando durante una serata evento è scoppiata una lite tra due avventori e uno di loro è stato colpito con un pugno senza apparente motivo.
Il terzo intervento è avvenuto il 22 febbraio, quando i militari sono stati chiamati dopo la segnalazione di un’aggressione compiuta da una minorenne con precedenti. L’episodio ha dato origine a una colluttazione che ha coinvolto più persone presenti nel locale.
Nel corso dei controlli effettuati dai carabinieri è stata inoltre accertata più volte la presenza nel locale di soggetti con precedenti penali e di polizia.
Alla luce degli elementi raccolti, la Divisione Polizia amministrativa e di sicurezza della Questura ha avviato l’istruttoria che ha portato al provvedimento del Questore. La sospensione della licenza durerà dieci giorni, periodo durante il quale il locale resterà chiuso.
La misura, spiegano dalla Questura, è finalizzata a prevenire ulteriori situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, a interrompere la frequentazione del locale da parte di soggetti ritenuti problematici e a richiamare il titolare a una gestione dell’attività conforme alle norme che regolano l’ordinato vivere civile.



































