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Un’indagine durata circa un anno ha permesso ai poliziotti della Squadra Mobile di Lodi di individuare e denunciare sette persone, ritenute appartenenti a una banda organizzata dedita ai furti, attiva in numerose province del Nord Italia.

L’inchiesta ha preso avvio da due episodi avvenuti nello stesso giorno a Lodi: un tentativo di furto in abitazione nella zona di via San Colombano e un furto su autovettura nei pressi di via Lodivecchio.

Nel primo caso, alcuni soggetti avevano tentato di introdursi all’interno di un’abitazione privata dopo aver scavalcato il cancello di ingresso. L’azione è stata interrotta sia dall’intervento di un passante, che ha notato movimenti sospetti, sia dalla reazione del proprietario di casa che, svegliato dai rumori, ha acceso le luci e allertato le Forze dell’Ordine, costringendo i malintenzionati alla fuga.

Poco dopo, una donna è rimasta vittima di un furto su autovettura: dopo aver lasciato la borsa sul sedile posteriore del veicolo parcheggiato e essersi allontanata per circa mezz’ora, ha ricevuto notifiche di prelievi bancari non autorizzati, per un importo complessivo superiore ai mille euro. Tornata all’auto, ha trovato il finestrino infranto e la borsa rubata.

Le prime verifiche hanno consentito di individuare i tre responsabili, ma gli approfondimenti investigativi hanno fatto emergere l’esistenza di una vera e propria banda, composta da più soggetti che si spostavano principalmente da Milano, utilizzando auto a noleggio, e colpivano in modo seriale.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo operava in maniera organizzata: una volta scelta la provincia, individuava le vittime – spesso persone ultrasessantacinquenni – e gli obiettivi. I componenti agivano con furti con destrezza, specializzati in colpi su autovetture e all’interno di supermercati, negozi e parcheggi di centri commerciali. Dopo aver sottratto portafogli ed altri oggetti di valore la banda tentava di effettuare prelievi con le carte sottratte alle vittime.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lodi, ha permesso di ricostruire numerosi episodi analoghi avvenuti non solo nel Lodigiano, ma anche nelle province di Milano, Cremona, Monza e Brianza, Varese, Como, Verona, Torino, Asti e Bologna, grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza e agli accertamenti tecnici.

Al termine dell’attività investigativa sono stati identificati e denunciati sette soggetti, di origine colombiana e cubana, di età compresa tra i 20 e i 45 anni, tutti con precedenti penali per reati contro il patrimonio e irregolari sul territorio nazionale.

Per i fatti avvenuti a Lodi, il Questore Pio Russo ha inoltre disposto nei loro confronti la misura di prevenzione del Foglio di Via Obbligatorio, vietando il ritorno nel capoluogo.

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