Il virus West Nile torna sotto i riflettori e questa volta coinvolge anche la Lombardia. Due casi di contagio sono stati confermati a Milano e Pavia, riguardanti due donne di 38 e 66 anni, e sei province lombarde — Milano, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia e Varese — sono state inserite nella lista di sorveglianza del Centro Nazionale Sangue.
Cosa significa? Chi ha soggiornato anche solo per una notte in una di queste aree, o in una delle altre 25 province italiane coinvolte (tra cui Roma, Bologna, Napoli, Latina, Torino e Verona), dovrà sottoporsi a un test specifico — il NAT — prima di poter donare sangue. In alternativa, sarà necessario attendere 28 giorni.
Il test NAT è in grado di individuare il virus anche in fase precoce, quando non sono ancora comparsi i sintomi. È una misura di sicurezza fondamentale per evitare la trasmissione del virus tramite trasfusioni, una modalità rara ma possibile oltre alla classica puntura di zanzara.
La situazione è tenuta sotto stretto controllo e le autorità sanitarie regionali hanno potenziato il monitoraggio di zanzare e uccelli selvatici, considerati serbatoi naturali del virus.

































