
Lodi entra nel clima di Milano-Cortina 2026 con “Le emozioni dei Giochi”, la mostra che porta lo spirito olimpico tra gli scaffali della biblioteca Laudense. Le sale non ospiteranno soltanto libri, ma volti, storie e scatti che raccontano le Olimpiadi dal 1896 a oggi: un viaggio che unisce sport, cultura e identità collettiva.
Ad aprire l’iniziativa è stato l’assessore comunale, Francesco Milanesi, che ha chiarito il senso della scelta: “È vero, parliamo di sport. Ma lo sport è anche cultura. Per questo abbiamo voluto questa mostra in biblioteca: perché aiuta a far crescere il bagaglio di valori, idee ed emozioni di chi la visiterà”.
“Siamo ormai molto vicini ai Giochi Olimpici e Paralimpici – ha ricordato Davide Pacca, Regione Lombardia – e da tempo lavoriamo per far sentire tutti i territori parte di questa occasione. Non solo sport, atleti e primati, ma valori: la sana competizione, l’impegno, l’inclusione, l’attenzione a ogni talento. È questo che vogliamo trasmettere”. Pacca ha ricordato la natura gratuita e accessibile del progetto, costruito in dialogo con le città lombarde, “ognuna con la propria identità”.
Il presidente FICTS Prof. Franco Ascani ha definito l’olimpismo “uno stile di vita” e ha sottolineato la forza educativa delle immagini: più di un’ora e mezza di video e fotografie che raccontano campioni, momenti storici e gesti capaci di parlare a tutte le generazioni. “Lo sport è un movimento globale al servizio dell’umanità: se riuscissimo a realizzarne anche solo una parte, sarebbe già un’eredità enorme”.
A rappresentare la diocesi è stato don Enrico Bastia, che ha richiamato il valore della fatica: “Lo sport insegna che per arrivare a un traguardo bisogna faticare. È una lezione preziosa anche per la vita. Le immagini dei Giochi aiutano i ragazzi a non scappare davanti alla fatica, ma a trasformarla in gioia”.
Sulla stessa linea il CONI provinciale, con il professor Angelo Borso, che ha definito la mostra “uno stimolo concreto” per le nuove generazioni: “I ragazzi fanno sempre più fatica a mantenere un impegno costante. Vedere atleti che raggiungono l’eccellenza dopo anni di lavoro può fare la differenza”.
Per i cittadini di Lodi, entrare in biblioteca vorrà dire non solo sfogliare libri, ma camminare dentro la storia dei Giochi, lasciandosi attraversare dalle emozioni di chi ha trasformato la propria fatica in un racconto universale.


































