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A Lodi, negli spazi di Bipielle Arte, prende vita un racconto che è molto più di una mostra: è un attraversamento della memoria collettiva, un viaggio visivo dentro un’Italia che non esiste più ma che continua a parlare attraverso la pittura, la scultura e l’eredità dei grandi maestri del Novecento.

“Fotografia di un’Italia che non c’è più. Attraverso l’arte toscana del XX secolo”, organizzata dal Centro Studi – Galleria d’Arte Le Macchiaiole, si avvia alle battute finali: manca ormai pochissimo alla chiusura fissata per il 31 maggio 2026, e l’esposizione si conferma come uno degli appuntamenti culturali più intensi e significativi della stagione.

Un percorso ricchissimo, organizzato in sezioni tematiche, che raccoglie circa un centinaio di opere tra dipinti, sculture e lavori provenienti da una collezione privata e da importanti prestiti, con un nucleo di grande valore appartenente al patrimonio artistico di Banco BPM, che arricchisce ulteriormente l’esperienza del visitatore.

In mostra si incontrano nomi che hanno segnato la storia dell’arte italiana: da Ottone Rosai a Plinio Nomellini, da Galileo Chini fino a voci più intime e meno note ma fondamentali per comprendere il tessuto culturale toscano tra XX secolo e contemporaneità, in un percorso che si sviluppa soprattutto nell’esperienza dei Post-Macchiaioli.

Il progetto, curato dal Centro Studi Le Macchiaiole, costruisce un racconto stratificato dell’Italia che cambia: dalle ferite della guerra alla ricostruzione, dal lavoro nei campi alla nascita della modernità industriale, fino al benessere e alle contraddizioni degli anni ’70 e ’80.

Un Paese che si trasforma rapidamente, spesso nel giro di una sola generazione, e che l’arte riesce a fermare in immagini dense, vive, ancora oggi sorprendentemente attuali. A rendere ancora più immersivo il percorso espositivo è anche la presenza di Vespe storiche esposte all’interno della mostra.

Le undici sezioni della mostra diventano così capitoli di un unico grande romanzo visivo: i paesaggi urbani del dopoguerra, i vecchi mestieri, il lavoro agricolo e quello sul mare, la stagione della villeggiatura di massa, l’industrializzazione, la dimensione intima dello studio dell’artista, fino alle nature morte che raccontano un’Italia silenziosa e quotidiana.

A rendere ancora più evocativa l’esposizione è anche la scelta museografica: il mantenimento delle cornici originali, considerate parte integrante dell’opera, rafforza l’idea di continuità tra autore, materia e tempo, in un dialogo sottile tra artigianato e creazione artistica.

Promossa con il sostegno di istituzioni e realtà del territorio come la Fondazione Banca Popolare di Lodi e la Città di Lodi, la mostra si configura come un ponte tra territori e memorie, tra Toscana e Lombardia, tra passato e presente.

In questo ultimo scorcio di apertura, l’invito è a non lasciarsi sfuggire un’occasione rara: entrare in un’Italia che non c’è più, ma che attraverso l’arte continua a esistere, a interrogare e a emozionare.



INFO

BIPIELLE ARTE
INGRESSO GRATUITO
SABATO E DOMENICA DALLE 10-13/16-19

SABATO 30 MAGGIO ORE 17 – L’AZIENDA PIAGGIO PONTERA – a cura di Roberto Donati, direttore sviluppo Culturale Vespa Club Italia

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