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Il cestino stradale di via Cavezzali, a Lodi, è stato rimosso dal Comune dopo essere stato utilizzato per lungo tempo come punto di conferimento dei rifiuti domestici. Al suo posto è stato installato un cartello che spiega le ragioni del provvedimento, adottato dopo che il contenitore risultava sistematicamente colmo già nelle prime ore del mattino, impedendone il normale utilizzo da parte dei cittadini.

L’amministrazione comunale sottolinea che i cestini stradali sono destinati esclusivamente ai piccoli rifiuti prodotti negli spazi pubblici, come fazzoletti, involucri o sacchetti per le deiezioni canine, e non rappresentano un’alternativa alla raccolta domiciliare. L’abbandono di sacchi contenenti rifiuti domestici, oltre a rendere inutilizzabile il servizio, provoca cattivi odori, compromette il decoro urbano e favorisce la presenza di uccelli che lacerano i sacchi, disperdendone il contenuto nell’area circostante.

Il fenomeno ha anche un importante impatto economico. Nel 2025 a Lodi sono state raccolte 5.307 tonnellate di rifiuti indifferenziati e il solo smaltimento del secco residuo è costato 169 euro a tonnellata, per una spesa complessiva vicina ai 897 mila euro, senza considerare i costi della raccolta e degli altri servizi di igiene urbana. Dal 2019 il costo unitario dello smaltimento è inoltre aumentato del 36%.

Secondo il Comune, una parte dei rifiuti conferiti impropriamente nei cestini pubblici contiene materiali riciclabili, come plastica, carta, alluminio e acciaio, che finiscono così nel secco residuo invece di essere recuperati attraverso la raccolta differenziata. Un comportamento che produce un doppio danno: aumenta i costi di smaltimento e sottrae materiali alle filiere del riciclo.

A questi si aggiungono gli interventi straordinari necessari per gestire il problema, dagli svuotamenti aggiuntivi alla raccolta dei sacchi abbandonati, fino alla pulizia delle aree interessate e alle attività di controllo. Costi che, evidenzia Palazzo Broletto, ricadono sull’intera collettività e sottraggono risorse che potrebbero essere destinate a migliorare il servizio di igiene urbana o a contenere la TARI.

Per il Comune, la rimozione del cestino di via Cavezzali non rappresenta quindi la soppressione di un servizio efficiente, ma la conseguenza di un utilizzo scorretto che ne aveva già compromesso la funzione. L’amministrazione richiama infine i cittadini a un corretto conferimento dei rifiuti, ricordando che il rispetto delle regole è una responsabilità condivisa e un elemento fondamentale per la tutela dell’ambiente e del decoro della città.

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