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Un fine settimana drammatico ha colpito il Lodigiano, con due giovani vite spezzate nelle acque del fiume Adda. Due tragedie distinte, ma simili, che si sono verificate a pochi giorni e a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra.

Dopo il disperato tentativo di salvare il 16enne, soccorso giovedì tra Merlino e Comazzo e purtroppo scomparso venerdì all’ospedale San Raffaele di Milano, un nuovo dolore ha colpito la comunità sabato 16 agosto, quando un 27enne ha perso la vita annegando in zona Belgiardino, tra Lodi e Montanaso Lombardo.

Il giovane, di origine romena e residente a Milano, si trovava insieme al fratello e ad alcuni amici lungo le rive dell’Adda. Dopo essersi tuffati per giocare con un pallone, la palla è finita in un punto dove il fiume diventa improvvisamente profondo e pericoloso. Nel tentativo di recuperarla, il 27enne ha cominciato ad annaspare e a chiedere aiuto, mentre la corrente lo trascinava rapidamente lontano dalla riva.

Immediata la reazione dei presenti: il fratello e gli amici hanno cercato di aiutarlo, alcuni passanti si sono gettati in acqua, altri hanno tentato di raggiungerlo con una piccola imbarcazione.

Nel frattempo è scattato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando di Lodi con i soccorritori fluviali, i sommozzatori del nucleo Lombardia e l’elicottero Drago, con a bordo anche i sommozzatori del nucleo di Bologna. Grazie al velivolo, il corpo del 27enne è stato individuato nel fiume e recuperato.

Portato a riva, è stato subito affidato al personale sanitario. Le manovre di rianimazione sono iniziate immediatamente, ma non c’è stato nulla da fare: il giovane è morto poco dopo.

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