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Cartelli, slogan brevi e un messaggio chiaro: «Senza consenso è stupro». Sabato pomeriggio Piazza della Vittoria ha ospitato il flash mob contro il DDL Bongiorno, approvato al Senato il 27 gennaio, che ha modificato l’impianto della proposta di legge sulla violenza sessuale.

L’iniziativa lodigiana si è svolta in contemporanea con la manifestazione nazionale a Roma. In piazza, associazioni e forze politiche del territorio hanno ribadito la centralità del consenso nella definizione dei reati di violenza sessuale.

Al centro della contestazione il passaggio dal concetto di “consenso” a quello di “dissenso”. Secondo i promotori del presidio, la nuova formulazione sposterebbe l’attenzione sulla necessità di una manifestazione esplicita di volontà contraria da parte della vittima, con il rischio di rendere più complesso il riconoscimento della violenza, soprattutto nei casi – frequenti – in cui paura o shock impediscono una reazione immediata.

Sui social, nelle ore successive, il tono è stato netto. «Non sono accettabili arretramenti sui diritti delle donne», si legge in diversi post condivisi dai partecipanti. E ancora: «Il consenso libero, attuale ed esplicito deve restare il perno della definizione dei reati di violenza sessuale». Parole che hanno accompagnato le immagini della piazza e degli striscioni.

La mobilitazione – fa sapere il PD– non si fermerà qui. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione su un tema che intreccia diritto penale e diritti fondamentali.

A Lodi, intanto, il messaggio lanciato sabato resta sintetico e diretto: il consenso deve restare al centro della tutela contro la violenza.

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