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Nel cuore dell’Albarola a Lodi, il Parco delle Caselle è diventato il simbolo di una battaglia quotidiana. Da un lato c’è lo skatepark, sempre più frequentato dai giovani, un punto di aggregazione che ospita eventi, incontri e offre una vera e propria scuola di skateboard, dove le nuove generazioni imparano il valore della disciplina e del rispetto reciproco. Dall’altro, però, il parco è martoriato da atti vandalici e spaccio, un contrasto che non può più passare inosservato.

“Il problema è sotto gli occhi di tutti”, dice Matteo Respighi, presidente dell’Associazione Lodi Skate. Ogni giorno assistiamo al via vai di persone che acquistano e consumano hashish e marijuana a pochi passi da dove i bambini si allenano. È come un magazzino a cielo aperto per sostanze stupefacenti. Ma non finisce qui. Il parco è costantemente danneggiato: graffiti, scritte e atti vandalici sono una realtà che va affrontata”.

Dal 2013, anno in cui è stata costruita la bowl — una vera e propria piscina che richiama quelle tradizionali americane utilizzate dai surfisti per allenarsi — lo skatepark è cresciuto, diventando un punto di riferimento per tanti skaters. Purtroppo, il resto del parco è rimasto abbandonato e trascurato. “Il parco è stato lasciato a sé stesso”, ammette Matteo. “La vicinanza con scuole e contesti popolari ha alimentato il degrado“.

Nonostante tutto, l’associazione non si arrende. “Abbiamo sistemato le panchine, ridipinto le strutture danneggiate e stiamo facendo il possibile per rendere il parco più accogliente. Ma per farlo davvero, serve il supporto di tutti”, continua Matteo.

La soluzione? Unire le forze: associazione, istituzioni e volontariato. “Anche chi vandalizza deve essere coinvolto. Questo parco non è solo nostro, è di tutti. Deve diventare un luogo dove ognuno, indipendentemente dal passato, possa contribuire alla sua rinascita”.

Il Parco delle Caselle ha un enorme potenziale. Con il giusto impegno, potrebbe diventare uno dei punti di riferimento di Lodi, non solo per gli skaters, ma per tutta la comunità. La strada è lunga, ma la speranza è che tutti, insieme, possano contribuire a far rinascere questo spazio.

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