
Due anni di attività, decine di laboratori, giornate nelle fattorie sociali, sport, camminate, doposcuola e nuovi legami nati tra famiglie. È questa l’eredità di In&Aut – Inclusione e Autismo, il progetto finanziato da Regione Lombardia e promosso dall’Ufficio di Piano Ambito Lodi insieme a una rete di cooperative e associazioni. Partito nel 2023 e concluso a maggio 2025, ha coinvolto bambini e ragazzi dai 6 ai 21 anni con disabilità, in particolare con disturbo dello spettro autistico, creando spazi di socializzazione, valorizzazione e di crescita condivisa.
Lo sport è stato il filo conduttore più amato, ma non l’unico: i ragazzi hanno partecipato a laboratori di musica e teatro, giornate in fattoria sociale, attività di arrampicata, trekking e corsi di cucina. Attività calibrate sui diversi bisogni, con percorsi individuali per i casi più complessi e momenti di gruppo per sperimentare insieme. “Non volevamo solo far socializzare i ragazzi – racconta Vera Cigala, referente area disabilità e inclusione dell’Ufficio di Piano Ambito Lodi – ma costruire contesti realmente inclusivi, dove ognuno, con o senza disabilità, potesse partecipare e sentirsi parte di un gruppo“.
Il progetto ha avuto un impatto profondo anche sui genitori, che durante incontri e attività hanno potuto conoscersi, scambiarsi esperienze e creare nuove amicizie. “È stato un valore aggiunto inaspettato – spiega Vera Cigala–. Oggi le famiglie ci chiedono con forza di non interrompere questo percorso, perché sentirsi meno soli fa la differenza”.
La spinta positiva ha dato vita anche a In&Aut 2.0, sostenuto dalla Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi. Un progetto più snello, ma altrettanto prezioso, che ha offerto assistenza domiciliare individuale per i bambini con maggiori difficoltà e attività ludico-ricreative nelle fattorie sociali, sempre con l’obiettivo di favorire inclusione e autonomia. Anche questa esperienza si è conclusa, lasciando dietro di sé storie di crescita, legami e nuove consapevolezze.
Oggi famiglie ed enti partner attendono di capire se Regione Lombardia sosterrà una nuova fase. “La richiesta che arriva dal territorio è fortissima – conferma la referente –. C’è un bisogno crescente di attività inclusive e di nuovi spazi di socializzazione”.
In&Aut non è stato solo un progetto, ma un viaggio condiviso. Ha regalato ai ragazzi la possibilità di sentirsi protagonisti e alle famiglie la certezza di non essere sole. E oggi, a percorso concluso, resta una certezza: quando la comunità si unisce intorno all’inclusione, nessun traguardo è davvero impossibile.
































