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La protesta contro i lavori AIPO torna a farsi sentire e sceglie l’asfalto come mezzo di comunicazione. Nella notte, su via X Maggio è comparsa una scritta che contesta la chiusura del ponte prevista a partire dall’inizio di marzo per consentire la realizzazione della nuova campata del viadotto in sponda sinistra.

L’azione è stata rivendicata dal movimento Angeli Lodigiani, che da tempo critica l’intervento programmato lungo il fiume Adda. Secondo il gruppo, si tratta di un’opera “non concertata con la cittadinanza e con il Consiglio comunale” e basata su “un approccio al fiume che non è più sostenibile”.

Nel mirino degli attivisti non c’è solo la chiusura del ponte, ma l’impostazione complessiva del progetto. La sicurezza idraulica, sostengono, può essere garantita anche attraverso interventi di manutenzione e cura del fiume, senza ricorrere a opere strutturali considerate invasive. “Il fiume si può curare e pulire, ma non manomettere”, spiegano dal movimento, ribadendo che “il cemento in fiume è ignoranza e cattiveria”.

La richiesta rivolta alle istituzioni è quella di fermarsi e riconsiderare il progetto, valutando un rinvio o una revisione dell’intervento. Per gli Angeli Lodigiani, infatti, si tratta di un’opera “insostenibile per la città e per l’ambiente”, con ricadute che rischiano di andare ben oltre il cantiere.

La scritta comparsa sull’asfalto diventa così l’ultimo segnale di una protesta che, a poche settimane dall’avvio dei lavori, continua ad alimentare il dibattito sul futuro del ponte Bonaparte e dei suoi residenti.

Il Manifesto:

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