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Sono in distribuzione in questi giorni alle famiglie partecipanti le lettere con i primi risultati dello studio ONE HEALTH LODI, il progetto di ricerca nato per approfondire il rapporto tra esposizione all’inquinamento atmosferico e salute respiratoria dei bambini in età prescolare.

La ricerca, condotta dal 17 novembre 2025 al 31 marzo 2026, ha avuto come obiettivo principale quello di valutare gli effetti dell’esposizione al particolato fine PM2.5, con particolare attenzione agli inquinanti prodotti dalla combustione delle biomasse, sulla salute respiratoria dei più piccoli.

Al progetto hanno partecipato 10 scuole di Lodi e provincia, oltre a tre campagne di arruolamento organizzate in città, due nella sede FIAB e una presso l’ufficio relazioni con il pubblico del Comune. Complessivamente hanno aderito 122 bambini appartenenti a 113 famiglie, comprese nove coppie di fratellini.

Le comunicazioni inviate alle famiglie riportano i primi dati individuali raccolti durante lo studio, relativi all’esposizione personale al particolato fine presente nell’aria, alla cotinina urinaria, utilizzata come indicatore dell’esposizione alla nicotina, e ai metaboliti urinari degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), biomarcatori legati ai processi di combustione incompleta.

I ricercatori precisano che i risultati forniti rappresentano esclusivamente indicatori di esposizione agli inquinanti e non costituiscono esami clinici né permettono di formulare valutazioni sullo stato di salute attuale o futuro dei bambini.

Nei prossimi mesi lo studio entrerà nella fase di analisi statistica dei dati raccolti, con l’obiettivo di verificare eventuali correlazioni tra esposizione agli inquinanti atmosferici e condizioni respiratorie dei bambini coinvolti.

Secondo la professoressa Silvia Fustinoni, coordinatrice della ricerca, non esistono studi analoghi realizzati in Italia o a livello internazionale: i risultati potranno quindi rappresentare una base scientifica importante per sviluppare nuove strategie di prevenzione e migliorare gli ambienti di vita dei bambini in età prescolare.

«Siamo soddisfatti che l’Università degli Studi di Milano abbia portato a termine questa importante fase della ricerca, resa possibile dalla partecipazione di tante famiglie lodigiane – dichiara l’assessore all’Ambiente Stefano Caserini –. Raccogliere dati scientifici attendibili è fondamentale per conoscere meglio gli effetti dell’inquinamento atmosferico e orientare in modo sempre più efficace le politiche di prevenzione e tutela della salute».

L’assessore ha inoltre ringraziato le famiglie, i genitori e i bambini che hanno aderito al progetto, insieme alla professoressa Fustinoni e al gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Milano.

In autunno è previsto un incontro pubblico di restituzione, aperto alla cittadinanza, durante il quale i ricercatori illustreranno gli esiti complessivi dello studio e saranno disponibili a rispondere alle domande dei partecipanti. Un appuntamento che rappresenterà anche l’occasione per approfondire il valore dei dati raccolti e le possibili ricadute future sul fronte della prevenzione ambientale e sanitaria.

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