È cominciato davanti alla Corte d’Assise di Milano il processo per l’omicidio di Roberto Bolzoni, il 60enne di Lodi trovato senza vita il 18 febbraio scorso nella sua auto, parcheggiata in piazza Omegna. Sul banco degli imputati siedono lo zio e il nipote, Roberto Zuccotti, 48 anni di Crespiatica, e Andrea Gianì, 30 anni, residente a Lodi, accusati di omicidio volontario aggravato e rapina aggravata.
L’udienza d’apertura ha permesso alla Corte d’Assise di prendere atto e confermare le liste dei testimoni proposte dalle parti, tra i quali consulenti tecnici e periti.
Secondo la ricostruzione accusatoria, Bolzoni sarebbe stato colpito con 35 coltellate tra il collo e la testa all’interno della propria vettura, poi trovata chiusa dall’esterno. Tra gli elementi più rilevanti agli atti dell’inchiesta figurano alcune tracce biologiche compatibili con il dna della vittima, individuate nell’abitazione di Gianì e dove Zuccotti era ospite.
Gli avvocati difensori hanno ribadito la totale estraneità dei loro assistiti. Gianì, detenuto da oltre otto mesi, continua a dichiararsi innocente e nega di aver incontrato Bolzoni quella sera; Zuccotti, invece, ha scelto di non rispondere.
La prossima udienza è fissata per il 3 dicembre.



































