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Il secondo crollo in pochi giorni della passerella ciclopedonale tra Maccastorna e Crotta d’Adda riaccende il dibattito sulla sicurezza delle infrastrutture lungo l’Adda. Torna così al centro anche il progetto di allungamento del Ponte Bonaparte di Lodi, intervento anch’esso affidato ad AIPO.

La richiesta di stop al cantiere

Alla luce degli ultimi sviluppi interviene Domenico Ossino, referente del Movimento “Ama il Tuo Paese” ed ex presidente del C.Al.Lo. (Comitato Alluvionati Lodi), che solleva dubbi sull’intervento previsto sul Ponte Bonaparte.

“Le immagini del crollo a Maccastorna mostrano una realtà evidente: ha ceduto un manufatto ancorato a sbalzo su un ponte esistente in calcestruzzo degli anni ’70. Se i calcoli e i sistemi di collegamento su una struttura moderna non hanno retto, quali garanzie abbiamo per un intervento ancora più invasivo su un ponte storico come quello di Lodi?”, afferma Ossino.

Il riferimento è al progetto di AIPO che prevede, a partire dal 2 marzo, una modifica strutturale significativa del ponte cittadino: demolizione e arretramento dell’attuale spalla, realizzazione di una nuova fondazione e inserimento di una nuova campata di 8 metri, con una trasformazione della geometria originaria dell’infrastruttura.

I dubbi sui calcoli strutturali

Secondo Ossino, l’intervento sul ponte di Lodi sarebbe più complesso rispetto a quello della passerella crollata, poiché andrebbe a incidere su pile in alveo massicce e su fondazioni storiche.

Da qui le richieste rivolte alle istituzioni, articolate in tre punti:

  • sospensione immediata dell’avvio del cantiere previsto il 2 marzo, fino al chiarimento ufficiale delle cause del doppio crollo;
  • perizia terza e indipendente sui calcoli strutturali dell’allungamento del ponte;
  • massima trasparenza verso la cittadinanza sui rischi e sulle garanzie di sicurezza.

“Non possiamo permettere – conclude – che Lodi diventi il teatro di un collaudo fallito sulla pelle dei cittadini. Dopo quanto accaduto, il principio di precauzione deve prevalere sulla fretta dei cantieri”.

Intanto proseguono gli accertamenti tecnici sul crollo della passerella e l’attenzione resta alta anche sul futuro del ponte storico di Lodi, nodo strategico per la viabilità tra centro e Oltreadda.

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