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Oltre 1.600 operatori sanitari hanno perso la vita nella Striscia di Gaza mentre tentavano di salvare altre vite. Dietro ciascun numero, un volto e una storia di dedizione che non può essere dimenticata. Per questo ieri sera anche Lodi ha acceso la sua luce di memoria e solidarietà con l’iniziativa “Luci sulla Palestina – 100 Ospedali per Gaza”, che ha visto la partecipazione di più di 225 ospedali e 20mila sanitari in tutta Italia, con la Lombardia in prima fila.

Davanti all’Ospedale Maggiore di Lodi, cittadini, associazioni e operatori sanitari si sono raccolti in un flashmob di solidarietà. Un momento di raccoglimento, prima di spostarsi in serata a Codogno per replicare la manifestazione.

“I morti non sono numeri: hanno un nome e un volto. È fondamentale ricordarli e chiedere che vengano aperti subito corridoi umanitari”, ha sottolineato Francesca Di Bella della CGIL, richiamando il senso di urgenza di queste mobilitazioni.

Alla vigilia dello sciopero generale indetto per oggi da CGIL, USB e Cobas, che coinvolgerà settori pubblici e privati con cortei e presidi in tutta Italia, la piazza lodigiana ha ribadito il suo messaggio: fermare il conflitto, garantire aiuti e riconoscere i diritti del popolo palestinese.

Anche dal fronte politico sono arrivate voci di sostegno. Il segretario provinciale del PD, Andrea Ferrari ha evidenziato: “È importante essere qui e vedere che l’Italia si sta risvegliando. Non solo manifestazioni strutturate, ma anche iniziative spontanee che danno voce a un’indignazione collettiva. Vivere insieme questa rabbia e impotenza restituisce un senso umano a ciò che sta accadendo”.

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