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Con una cerimonia solenne e sentita, la città di Lodi questa mattina, 22 agosto, ha commemorato i Martiri del Poligono, rendendo omaggio ai concittadini che persero la vita durante la Resistenza per la libertà e la democrazia del nostro Paese. La commemorazione, che ha incluso la deposizione di corone d’alloro e una celebrazione eucaristica, si è trasformata anche in un momento di riflessione civile e collettiva sui valori fondanti della società democratica.

“Un evento come questo è molto importante per tutta la cittadinanza – ha dichiarato Simonetta Pozzoli, assessore comunale alle Politiche Sociali – perché ci aiuta a fare memoria di un periodo fondamentale della nostra storia. È ancora più importante oggi, in un tempo in cui rischiamo di perdere le radici, perché i testimoni diretti non ci sono quasi più. Le commemorazioni sono quindi fondamentali per tenere viva la memoria e trasmetterla alle nuove generazioni”.

Parole forti anche dalla consigliera regionale Roberta Vallacchi, che ha sottolineato come il contesto attuale renda ancor più urgente il bisogno di ricordare: “Oggi è più che mai necessario commemorare chi ha perso la vita per la libertà, perché assistiamo a una crisi globale dei valori democratici. Dalla Palestina all’Ucraina, i principi di uguaglianza e libertà sono continuamente messi in discussione. Ricordare i martiri della Resistenza significa riaffermare il dovere di custodire questi valori per noi e per le generazioni future”.

L’intervento di Omar Damiani, vicepresidente provinciale dell’ANPI di Lodi, ha poi posto l’accento sull’impegno civico: “Questi giovani si sono sacrificati per un senso profondo di giustizia e responsabilità. Oggi serve un nuovo richiamo a quel senso civico, per continuare a costruire e migliorare la nostra società democratica. Dobbiamo valorizzare il passato per dare significato al presente e speranza al futuro”.

In un momento storico segnato da instabilità e conflitti, la commemorazione dei Martiri del Poligono ha rappresentato per Lodi non solo un doveroso omaggio al sacrificio di chi ha lottato per la libertà, ma anche un appello concreto a rinnovare l’impegno civile in difesa della democrazia.

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