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Si è svolto ieri, domenica 5 ottobre, il Palio di Lodi, che ha incoronato ancora una volta il Rione Revellino-Marte, protagonista assoluto della storica Cursa dei Cavai. I colori blu e arancio tornano così a festeggiare sul Quadrilatero, al termine di una sfida che ha visto otto rioni contendersi il Baston de San Bassan e il Gonfalone cittadino, in un crescendo di entusiasmo, rivalità e orgoglio collettivo.

Alle spalle dei vincitori si è piazzato, ancora una volta, il Rione Sant’Alberto, che nel 2021 era riuscito a interrompere un dominio quasi ininterrotto iniziato nel 2016.

Giunto alla 38ª edizione, il Palio di quest’anno è stato dedicato alla memoria del suo fondatore Gigi Bisleri, scomparso lo scorso novembre all’età di 82 anni. È stato lui, con passione e visione, a dare vita a una manifestazione che oggi rappresenta uno dei momenti più attesi dell’autunno lodigiano. A raccoglierne l’eredità è Tita Bagnaschi, vicepresidente della Wasken Boys, che ne porta avanti lo spirito originario: unire la città nel segno della tradizione.

In gara i rioni di San Bassano, Colle Eghezzone, Porta Adda, Lodi Vecchio, Sant’Alberto, San Bernardo, Università e Revellino-Marte, che si sono confrontati nelle prove della Gara degli Anelli, della Gara dei Puladrin (la corsa dei puledri) e nella finalissima della Cursa dei Cavai.

Come ricordava Bisleri, questo è “l’unico Palio al mondo dove i cavalli non si azzoppano”: una sfida di destrezza e passione che unisce sport, storia e identità cittadina.

Più che una semplice rievocazione, il Palio è una festa che coinvolge generazioni intere, tra costumi e gare, capace ogni anno di rinnovare il senso di appartenenza dei lodigiani. Al termine delle prove, tra abbracci e strette di mano, rivali e amici si sono ritrovati uniti dalla stessa emozione: quella di far parte, ancora una volta, della grande tradizione della Cursa dei Cavai di Lodi.

Il Palio, infatti – come spiegano gli organizzatori – si ispira alla Pace di Lodi del 1458, quando, secondo le cronache, la popolazione festeggiò lo storico trattato con una corsa di carrozzoni. Un legame che, anno dopo anno, rinnova lo spirito di partecipazione e la memoria collettiva della città.

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